Page 184 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 5-2014
P. 184

184                                                Direzione Generale per le Antichità – DOSSIER



             riguardo alle attività di valorizzazione, restano ferme le competenze della Direzione generale
             per la valorizzazione del patrimonio culturale.


             I procedimenti della Direzione generale per le antichità sui beni numismatici
             di interesse archeologico

                  La Direzione Generale per le Antichità è titolare dei procedimenti inerenti i beni numi­
             smatici di interesse archeologico brevemente illustrati in questa pagina.   Sul sito della Dire­
             zione Generale per le Antichità (http://www.archeologia.beniculturali.it) una più dettagliata
             spiegazione della procedura, del Servizio competente e della normativa di riferimento.
                  Con i provvedimenti che adotta, la Direzione Generale esprime la propria volontà relati   ­
             va alla ricerca e all’acquisizione dei beni archeologici, alla loro gestione e circolazione.
                  Certamente la tutela dei beni archeologici presenti sul territorio presenta varie problematiche.
                  La ricerca archeologica, quando non sia compiuta dagli uffici periferici del Ministero, ne ­
             cessita di una autorizzazione specifica al soggetto pubblico o privato interessato per effettuare
             scavi archeologici: la cosiddetta concessione di ricerca.
                  D’altronde, il rinvenimento di un bene archeologico, se conforme alla normativa, dà
             diritto alla corresponsione di un premio di rinvenimento.
                  Altro aspetto è il controllo costante del territorio svolto dalle Soprintendenze per i beni
             archeologici. In questo compito impegnativo esse possono essere coadiuvate dalla possibi       ­
             lità di richiedere la nomina degli ispettori onorari: chi assume questo incarico svolge a titolo
             gratuito una attività di collaborazione con la Soprintendenza nella vigilanza sui beni e sugli
             scavi esistenti nel territorio di competenza.
                  Infine, il deposito di materiale di interesse archeologico di proprietà dello Stato presso
             musei di enti locali, autorizzato dalla Direzione Generale, permette di ricoverare e far esporre
             in Musei di Enti locali beni archeologici mobili di proprietà statale.
                  La normativa assegna allo Stato tutti i beni ritrovati nel sottosuolo: tuttavia rimane la pos ­
             sibilità che un bene archeologico sia di proprietà di un privato. Lo Stato può però entrarne in
             possesso attraverso specifici procedimenti.
                                                                     
                  Così,   si effettua l’espropriazione di beni culturali affinché lo Stato entri in possesso di un
             immobile a scopo di pubblica utilità e a fini di tutela, fruizione pubblica e ricerca, corrispon ­
             dendo un’indennità al proprietario.
                  L’acquisto in via di prelazione   si ha invece quando lo Stato subentra all’acquirente di un
             bene culturale, comprandolo allo stesso prezzo indicato nell’atto di vendita.
                  Inoltre, lo Stato ha facoltà di acquistare un bene quando ne viene chiesta l’esportazio­
             ne mediante l’acquisto coattivo all’esportazione.
                  Può anche essere un privato a proporre allo Stato la cessione di beni culturali in paga   ­
             mento di imposte: esiste infatti la possibilità di cedere beni archeologici per pagare imposte
             dirette o di successione.
                  Di chiunque sia la proprietà o il possesso, la Direzione Generale si esprime riguardo alla
             circolazione dei beni sia nel territorio nazionale sia all’estero. Infatti, rilascia l’autorizzazione
             per mostre ed esposizioni, che permette la movimentazione delle opere di proprietà pubblica
             e/o privata a fini espositivi, in Italia e all’Estero.
                  Analoga procedura è quella dell’autorizzazione per analisi o interventi di conservazione
             all’estero, rilasciata a seguito delle richieste di portare all’estero i beni archeologici di proprie ­
             tà pubblica e/o privata per sottoporli ad analisi o interventi conservativi.

                  [tratto dal sito istituzionale della Direzione Generale per le Antichità (http://www.arche­
             ologia.beniculturali.it/index.php?it/143/procedimenti)]













             tuteLa   deL   patrimonio   numismatiCo     interesse   arCheoLogiCo
                                             di
   179   180   181   182   183   184   185   186   187   188   189