Page 103 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                            101



                  Gli scavi verranno nuovamente ripresi nel 1861 da Gaetano Chierici, fondatore dei Mu-
            sei Civici di Reggio Emilia, quando il territorio è da poco entrato a far parte della provincia
            reggiana.
                  Egli comunica  al Lopez che in seguito alle ricerche di superficie effettuate nell’au-
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            tunno di quell’anno, “delle cose di Luceria il Sig. Pigorini, che fu meco testimonio degli scavi
            eseguiti in autunno, le avrà detto quanto s’è trovato e con quali speranze si preparino nuovi
            scavi per l’anno venturo. D’una cosa pure l’avrà quel signore pregato in mio nome: che costì
            si rifiutino le offerte di oggetti provenienti da Ciano rimettendoli a Reggio, dove s’è disposti a
            comprarli per quel che valgono: Luceria non può dare che poche e povere cose, e solamente in-
            teressanti per noi, che mancando di tutto vogliamo tentare di dar principio ad una raccolta
            che diremo domestica. S’ella trova giusta la mia proposta a nome mio e dé miei colleghi nella
            Deputazione la ringrazio”. I sopralluoghi condotti da Chierici e le successive campagne di
            scavo (1861-1862) danno risultati positivi: vengono individuate tombe a cassetta con i relativi
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            corredi, una strada acciotolata, frammenti architettonici e strutture edilizie .
                  Se l’esperienza parmigiana a Luceria si può dire invece a questo punto conclusa senza
            aver dato gli esiti sperati, tuttavia il desiderio di arricchire le raccolte è messa ben in evidenza
            da un cospicuo numero di lettere che i rappresentanti dello Stato indirizzano in anni succes-
            sivi ai Direttori del Museo e che accompagnano l’ingresso di nuovi pezzi.
                  Tra i mittenti ricorrono con frequenza in nomi dei Ministri Manara, Mattioli e Ventura
            che, per conto di Don Ferdinando di Borbone, spediscono all’Istituto numerose monete di
            cui si richiedono delucidazioni ed interpretazioni. Solitamente i pezzi sono di proprietà del
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            Borbone, che dà l’ordine di studiarli prima di depositarli in Museo . La trafila burocratica è
            un po’ laboriosa, poiché, nella maggior parte dei casi, dopo l’analisi compiuta dal Prefetto,
            l’esemplare viene rispedito al Ministro che lo esibisce al Sovrano per poi farlo di nuovo re-
            capitare al Museo dove sarà definitivamente collocato. Questo per soddisfare la curiosità di
            S.A.R. che, evidentemente, è desiderosa di conoscere il significato ed il valore dei pezzi prima
            della destinazione finale.
                  Le lettere sono sempre brevissime, si fa cenno alle monete di cui è richiesta la spiega-
            zione in modo sintetico: spesso si dice solo, per esempio, “le trasmetto le due qui compiegate
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            monete antiche affinché ella ne faccia l’illustrazione” .




































            FiG. 5 – biblioTeca PalaTiNa, ParMa. aFFò 1788. Annotazioni autografe di Ireneo Affò, Bibliotecario della Regia Biblioteca
            palatina di Parma, © Mibact - CMP.



            ANGELO SChENONI (1785-1799)                                                        M.C. Burani
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