Page 128 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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126                                          Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI



             Il dominio francese e la pubblicazione del Catalogo del Medagliere

                   Se il periodo borbonico ha ampiamente incoraggiato la raccolta di materiale archeologi-
             co, con la morte di Ferdinando di Borbone il 9 ottobre 1802 presso l’Abbazia di Fontevivo fi-
             nisce un’epoca e cambia drasticamente anche la situazione economica del Museo. Segue una
             congiuntura di avvenimenti drammatici che mettono in primo piano le difficoltà di bilancio
             del nuovo Museo e conseguentemente della vita del suo Prefetto. I Ducati di Parma, Piacenza
             e Guastalla passano sotto il dominio francese. L’Ispettore economico, Giovanni Platesteiner,
             in una lettera inviata a de Lama il 26 maggio 1803  dice con chiarezza che tutte le spese
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             del Museo sono a carico dell’Amministrazione Generale e che quelle sostenute durante gli
             ultimi mesi di vita del re d’Etruria non verranno rimborsate. De Lama nasconde a stento la
             sua amarezza: le seguenti parole sono solo uno spiraglio di quali siano diventati per questa
             Istituzione i problemi economici:

                       “Finchè visse a nostro pro l’ottimo Sovrano continuarono gli assegni per gli acqui-
             sti, e le somministrazioni, così aumentai la serie delle Medaglie Romane; cominciai quella,
             ora ben avanzata, delle Urbiche, del Medio Evo, e delle Moderne: di tutto scrissi un Catalogo
             ragionato in latino, che divisi in cinque volumi in 4°. Daro’ in luce, avendo i mezzi, dopo la
             illustrazione de’ Monumenti scritti, e figurati, singolarmente de’ Vellejati, la prima parte de’
             quali ho già data allo Stampatore” .
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                   Il Catalogo cui allude gli viene commissionato dall’Amministratore Generale del nuovo
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             governo francese, L.E. Moreau de Saint-Méry , che, oltre ogni aspettativa da parte del nostro,
             durante la sua breve permanenza a Parma appoggia per quanto gli è possibile il Prefetto.
             Riesce anzi ad accordargli un aumento di stipendio di 250 Franchi e gli concede un aiutante,
             Giuseppe Girolamo Corsini.
                   De Lama, fattosi più fiducioso, per mostrare ad un vasto pubblico i risultati dei suoi
             studi e per non fare cadere nell’oblio una Collezione così preziosa, aveva chiesto al Diretto-
             re Generale dei Musei Francesi e del Louvre, Monsieur Denon, il permesso di pubblicare il
             Catalogo.
                   Tali buone intenzioni e disponibilità non trovano però largo spazio nella gestione della
             Repubblica Francese, anche perché nel 1806 Moreau de Saint-Méry si ritira dalla vita pubblica
             privando del suo appoggio il Prefetto. Per di più nello stesso periodo de Lama si rende conto
             che è necessario apportare modifiche e migliorie negli arredi e nelle strutture del Museo ma
             nonostante ne abbia fatto richiesta non gli viene assegnato il tanto sospirato “budget” prove-
             niente da Parigi. Deve cercare di provvedere addirittura prelevando dalle proprie sostanze:
                       “Con i risparmi poi fatti durante i miei viaggi in Italia, e nella Germania potei orna-
             re il Museo di tre Stipi grandiosi contenenti 15000 Medaglie, e tutti già ripieni, che costarono
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             2000 Franchi” .
                   Nel 1803, inoltre, l’ordine spedito da Parigi di prelevare i bronzi ed i marmi di Veleia
             per trasportarli nella capitale francese aveva gettato nello sconforto de Lama, che per ovviare
             al vuoto lasciato, aveva fatto trasportare nelle sale tutti i marmi precedentemente depositati
             nel magazzino.
                   Alla partenza dell’Amministratore Moreau, nel gennaio 1806, continuano le gravi diffi-
             coltà economiche tanto che a de Lama viene sospeso lo stipendio e rischia di vedersi togliere
             l’incarico di Prefetto: “...cessò anche il soldo, non le incombenze, perciò mi vidi obbligato a
             vendere sino i miei libri, e a lavorare al tornio nelle ore, e ne’giorni di riposo per mantenere
             la mia famiglia” .
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                   Passati questi terribili anni, nel 1807 viene riportato alla sua carica ed alla sua dignità
             dal nuovo Maire, il Conte Stefano Sanvitale, che gli assegna 1500 Franchi e che gli concede
             anche gli stipendi arretrati.
                   Le amarezze e le delusioni, dipendenti dagli avvenimenti politici e dal susseguirsi di
             Ministri insensibili alla gestione del patrimonio artistico ed archeologico, durano fino all’av-
             vento di Maria Luigia (tav. XII).



             PIETRO DE LAMA (1799-1825)                                                         M.C. Burani
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