Page 130 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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128 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
L’avvento di Maria Luigia e “l’ampliamento” del Museo
Quando, con il trattato di Vienna, i Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla tornano in
mano austriaca, la Duchessa dà inizio ad un programma di promozione delle iniziative cul-
turali: tramite un nuovo abbondante flusso di finanziamenti diviene possibile l’ampliamento
delle collezioni del Museo, in particolare di quella numismatica. Per merito suo ritornano a
Parma i bronzi veleiati (febbraio 1816), vengono incoraggiati e riaperti con cospicue sovven-
zioni gli scavi di Veleia e la Granduchessa dimostra di concepire il Museo secondo criteri
ancor oggi attuali: “detti Stabilimenti sono di generale utilità per lo Stato, siccome fonti di
pubblica istruzione, da cui è concesso a qualunque dei sudditi d’attingere utili cognizioni,
ed in particolar modo a’ que’ giovani, che da vari punti dello Stato concorrono in Parma per
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istruirsi nelle scienze della Ducale Università” .
Finalmente de Lama vede assicurato il futuro del Museo parmense e delle sue rac-
colte: “La sua clemenza (di Maria Luigia, N.d.R.) ed i soavi suoi detti corroborarono le
concepite speranze di fissare un’epoca felicissima anche per questo Stabilimento, non es-
sendo sconosciuti il sommo intendimento di Lei nella scienza dell’Arti Belle, e la benefica
volontà di proteggerle e ricompensarne i cultori. Ma ritardossene il principio sino all’anno
1818 in cui il Museo fu dichiarato Ducale. Da quel momento, la Munificenza Sovrana ( )
irora beneficamente il Museo, e proteggendolo lo arricchisce di monumenti, e gli concede
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un’ampliazione” .
L’ampliamento cui allude è quello effettuato nel 1812, quando il Museo viene trasferito
nella sala della Biblioteca, in cui si trovava dalla sua formazione, nell’Accademia. Le collezio-
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ni veleiati trovano collocazione in due stanze che servivano precedentemente da magazzino.
Abbattendo una parete divisoria si ottiene un unico ambiente, mentre il Medagliere rimane
dove già si trovava, in una sala meridionale parallela a questa.
Sono assai numerose e diverse le collezioni che entreranno a far parte del Museo dal
1817 al 1825: uno settore privilegiato occupano gli acquisti numismatici di grande valore e
consistenza numerica. A tali raccolte viene dato un netto risalto dai compilatori di Storie e
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Guide della città di Parma: sia de Lama nel 1824 che Lecomte nel 1845 dedicano largo spa-
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zio alla descrizione del Medagliere parmense. Quest’ultimo ricorda che, se sotto la Direzione
Paciaudi il numero di monete era di circa 5000, alla morte di Ferdinando, nel 1802, esso era
salito a 12000. Nel 1807, ammontano a 14.256 esemplari. Un segnale dell’ingresso costante di
apporti numismatici ci viene dato anche attraverso le Lettere del Governo indirizzate a Pietro
de Lama e che accompagnano la consegna di monete .
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Tra il 1799 ed il 1802 si registra l’ingresso di 2 monete d’oro, 56 d’argento, 90 di bronzo.
Ne ritornano al Sovrano 6 in argento e 3 in bronzo. Le indicazioni non sempre sono precise
e gli esemplari considerati presentano raramente caratteristiche tali da permettere la loro
identificazione.
Ma il maggior incremento si avrà dal 1825, cioè durante la Direzione di Michele Lo-
pez, sempre comunque per merito dell’intervento di Maria Luigia, particolarmente attenta e
sollecita nel decretare acquisti di tutto quanto possa accrescere il prestigio del Ducato, cui
vanno aggiunti i doni della Duchessa al Medagliere e quelli fatti per emulazione da privati
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cittadini .
Se sono numerosi gli acquisti e i doni fatti al Museo, anche i ritrovamenti archeologici
non sono più avari dopo i deludenti esiti delle indagini archeologiche a Veleia: nel 1821, nello
scavare le fondamenta per costruire il nuovo Teatro, viene alla luce un tesoro di monete e di
oreficerie del III sec. d.C. di cui si dirà diffusamente più oltre.
Pietro de Lama, giunto agli ultimi anni di vita e malato, scrive una Memoria riguardante
questa scoperta e, nell’ultimo anno che gli resta da vivere dà alle stampe la Guida del Fore-
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stiere al Ducale Museo d’Antichità (1824) (tav. XIII).
“Compianto dagli amici e dai dotti morì il 1° febbraio 1825. La scienza va lui debitrice
di scritture pregevoli, e il Museo Parmense avrebbe per fermo, senza l’opera indefessa e amo-
rosa di lui, naufragato in mezzo alle procelle di quei tempi difficili, durante i quali egli ebbe
il governo” .
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PIETRO DE LAMA (1799-1825) M.C. Burani

