Page 132 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             Le Lettere Odeporiche
                   La ricca documentazione archivistica che fa la storia del Museo Archeologico Nazionale
             di Parma annovera anche la presenza di alcuni volumi che, sotto forma di lettere, rappresen-
             tano un “diario” di viaggio stilato dal de Lama ad iniziare dagli anni in cui era ancora Assisten-
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             te del Museo . Tali manoscritti, successivamente rilegati, rispecchiano la sensibilità d’animo,
             la dedizione profonda al proprio lavoro e il già ricordato vivissimo interesse numismatico
             e per lo studio delle antichità di questa illustre personalità. Le Lettere Odeporiche, resoconti
             di viaggio, come i già mensionati Diari dei viaggi in Italia e Germania, si inseriscono in un
             tipico fenomeno del tempo, quello del Grand Tour (fig. 1), inteso come viaggio di istruzio-
             ne, intrapreso dai rampolli delle case aristocratiche di tutta Europa e che aveva come fine la
             formazione del giovane gentiluomo attraverso il salutare esercizio del confronto con artisti e
             uomini di cultura. Il ‘giro’ presto diventa una moda cui anche il nostro non si sottrae, anche
             se le sue finalità sono ben precise: ricercare studiosi e collezionisti con cui condividere le
             proprie conoscenze e ricercare oggetti preziosi con cui ampliare le collezioni del Museo.
                   Di seguito vengono proposti alcuni brani di questi scritti, per mostrare il tono e le carat-
             teristiche dei contenuti. Le lettere sono indirizzate all’Abate Schenoni (Direttore del Museo)
             o all’Affò (Bibliotecario di S.A.R.). De Lama mostra entusiasmo per le esperienze che viene
             facendo e nei confronti delle personalità che incontra, spesso non estranei al desiderio di
             vendere le proprie raccolte. Per ottenerle, egli ricorre anche a piccole ma un pò ingenue
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             astuzie: “Il nostro Zanetti  sempre occupato nelle sue zecche mi ricolma di favori. Passo le
             mie sere intere da lui con Monsignor Malvezzi osservando analiticamente la ricca serie di
             medaglie urbiche lasciate dal bravo nostro amico Biancani  le quali fanno fede del suo mol-
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             to sapere. La signora Ginevra (moglie in seconde nozze di Zanetti e figlia di Biancani) e sua
             sorella vorrebbero venderle con credito. Voi ben sapete che l’Istituto manca di questa classe
             numismatica, ma a chi presiede ora non pare conveniente in questi tempi di vicina ruina il
             trasmutare il numerario corrente in antiquato. Floriano Malvezzi è vogliosissimo di arricchi-
             re lo Stabilimento a lui confidato, e per riuscirci si è combinato con Zanetti un gioco, ed è che
             io finga ciò che vorrei poter fare in realtà, cioè di volerne fare l’acquisto pel nostro R. Museo
             dopo un diligente esame. Se ne parla già qui, e dicesi che sono venuto a bella posta. Vedremo
             se il colpo riescirà, come si spera. Resti tra noi.
                   Fra i libri ho preso Medaglie dell’Hunter descritte dal Combe con belle tavole, in prezzo
             di 7 Zecchini perchè manca nella R. Biblioteca .
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                   Non avrei creduto che sì doviziosa fosse la collezione delle monete del nostro Zanetti.
             Davvero che ci vuole il sangue freddo, la diligenza, la passione monetografica, i lumi e la
             borsa di lui per raccogliere, disegnare, ed illustrare tanti bajocchi, bajocchelle, parpagliuole,
             e che so io cercando ed accennando le più piccole varietà di conio, di materia e di peso”.
                   Al volgere della partenza da Bologna per Firenze, de Lama scrive allo Schenoni in data
             6 dicembre 1790. Dalle sue parole trapela l’entusiasmo gli esemplari che ha visto intale oc-
             casione, ma non si illude che venga compiuto dal Museo l’acquisto del Medagliere Biancani:
             “(...) Durante il mio soggiorno qui ho osservate diligentemente le molte medaglie greche in
             ogni metallo lasciate dal fu mio maestro Dott. Biancani. L’assicuro che formano un medaglie-
             re eccedente le forze di un semplice privato, e degno di un sommo. È vendibile, e vorrei potere
             entrare in concorrenza coll’Istituto per collocarlo nel nostro R.Museo. Ma sono desiderj vuoti
             d’ogni speranza massima ora che per la soppressione della lista civile il nostro buon Padrone
             ha perduto tutte le pensioni francesi . Aggiunga che convengono tutte al Museo dell’Istituto,
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             nel quale non hanno fin’ora trovato asilo che le sole Sicule e alcune Attiche.
                   Ricca è bensì in questa la serie degli Assarj, ma non vi si vede il bello librale che sin ad
             ora non esiste che nel nostro Museo.
                   Ricchissima  poi  è  la  classe  delle  medaglie  Imperiali  in  bronzo,  massimamente  dopo
             l’aggiunta fattavi di quelle che componevano le raccolte Savorgnani e Polazzi. Mi ha fatto
             sorpresa la mancanza delle Medaglie Consolari, delle quali neppur una evvi in argento. In
             ora se ne conservano alcune poche dell’alto Impero, e molte del Basso. Ma dove annunciasi la
             dovizia è nella serie di quelle degli uomini illustri. (...) Ho comperato altresì quattro denari
             aurei del Basso Impero di ottima conservazione dà quali ritengo un Giustiniano perchè dup-
             plicato sulla fiducia di poter far qualche cambio”.



             PIETRO DE LAMA (1799-1825)                                                         M.C. Burani
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