Page 135 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI 133
a) b)
FiG. 2 a-b – biblioTeca PalaTiNa, ParMa. Gravures réprésentant les differentes machines servant à la fabrication des
monno yes au balancier, construites à Venise pour le service de la Serenissime République presentées (...) par l’auteur
Michel Du Bois Chatelereaux, Parme 1755, a) f. 3; b) f. 7. © Mibact - CMP.
In un elenco succinto e schematico denominato “Stato de’ lavori fatti relativamente alle
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macchine” , oltre ad indicare la qualità dei lavori da eseguire, l’importo previsto e osserva-
zioni varie, viene stilato anche un “promemoria” che si conclude nel seguente modo:
“Parmi poi che sarebbe lodevole consiglio il non lasciar perire queste macchine,
che onorano il Paese, che dié loro vita, le quali riattate a poco a poco, e collocate in luogo
più acconcio servir potrebbero o all’uso di zecca, o di modello agli artefici, che in queste
riconoscerebbero il valore de’ padri loro: potrebbero poi ridursi ad altro uso, o colla bat-
titura, o colla vendita, li tanti cilindri e ferramenti inutili a qualunque uso nello stato
presentaneo”.
Ma il Ministro, con grande amarezza di de Lama, non risponde. Egli dunque decide di
prendere autonomamente l’iniziativa, con Vighi e Amoretti, e di completare due traffile con
le quattro a disposizione. Il Ministro decade ed il Direttore del Museo non sa se mandare
avanti l’impresa: comunque Vighi si reca a mostrare il punzone inciso con l’effige della So-
vrana al Presidente Cornacchia che ha rimpiazzato il Ministro e che gli intima di continuare
il lavoro.
La cronaca degli avvenimenti successivi, redatta il 20 Maggio 1817, ci informa che il
Presidente dell’Interno Toccoli ha preso la decisione di far coniare le medaglie a Milano e
non più a Parma, “perchè appariva non essere più sperabile un esito sicuro, e non dannoso al
Governo”. De Lama è deluso e implicitamente fa capire che la responsabilità è da attribuire
non tanto alla scarsa efficienza dei macchinari, quanto all’imperizia tecnica di Vighi:
“Pochi giorni dopo dal Sig. Pietro Amoretti seppi che li ponzoni fatti per gli alfabeti
dal Vighi non erano servibili, ad onta che il bravo Amoretti lo avesse avvisato che conveniva
cambiare stile per non dire imparare l’arte”.
PIETRO DE LAMA (1799-1825) M.C. Burani

