Page 138 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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136                                          Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI



                   Finalmente lo zelo dimostrato da de Lama viene coronato da successo e, sebbene affi-
             data la coniazione dei nominali alla zecca di Milano, i risultati ottenuti dalle nuove monete
             sono soddisfacenti sia sul piano politico che su quello artistico e filologico.


             Lettere di Governo indirizzate a Pietro de Lama (1799-1802)

                   Le Lettere del Governo che accompagnano la consegna di monete continuano, con le
             stesse modalità di indicazioni (data di consegna, descrizione più o meno accurata del pezzo)
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             dopo la morte dello Schenoni, quando Pietro de Lama rivestirà la carica di Prefetto . La cor-
             rispondenza prosegue quindi tra il Ministro dell’Interno ed il nuovo interlocutore, de Lama
             appunto.


             Atti e Conti del Museo dal 1785 al 1807

                   Le Notizie  raccolte dal de Lama durante la sua Prefettura permettono di ravvisare
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             un’eco delle vicende politiche che hanno caratterizzato la fine del ’700 e le ripercussioni
             nella formazione delle Collezioni del Museo parmense. Anche in questi documenti egli fa
             spesso riferimento al periodo caratterizzato dalla dominazione francese, ma soprattutto ad
             auspicati e troppo spesso scarsi acquisti di materiale numismatico dovuti a finanziamenti in-
             sufficienti. Al contrario, durante l’epoca illuminata di Maria Luigia, compaiono anche i nomi
             dei privati cittadini che con entusiasmo hanno recato il loro contributo personale a questo
             Istituto.
                   Il presente Registro, privo del numero di manoscritto, è compilato inizialmente dall’aba-
             te Schenoni (si veda il capitolo ad esso relativo), negli anni che vanno dal 1785 al 1799. La
             prima pagina reca in testa le somme ricevute dal Governo, cioè “£ 300 mensuali” (dal 1785 al
             1794): dall’anno successivo tale somma sarà ridotta a £ 200, poi è suddivisa in tre colonne:
             la prima riguarda la data d’ingresso del materiale, quella centrale riporta la descrizione di
             quanto viene acquistato o donato al Museo, infine l’ultima colonna a destra comprende le
             somme “impiegate”: viene cioè indicato quanto è stato speso della somma ricevuta all’origine
             e talvolta anche il nome del donatore o di chi ha venduto i pezzi al Museo. Nel Dossier ven-
             gono date solo le indicazioni relative alla data di consegna del materiale ed alla descrizione
             dei nominali.
                   Da questi Atti e Conti del Museo risulta evidente che acquisti e doni riguardano per
             la maggior parte “monete e medaglie”; un ruolo secondario ricoprono i bronzi, gli oggetti in
             terracotta e le spese relative alla manutenzione ordinaria del Museo.
                   Gli apporti numismatici sono inizialmente di modesto interesse, solo in alcuni casi sono
             rappresentati da monete definite “rare” o “rarissime”.
                   Anche l’analisi di questo Registro permette di fare le stesse osservazioni relative alle
             Lettere di Governo: il lavoro di catalogazione e descrizione dei nuovi apporti, cioè, viene ri-
             preso adottando le stesse modalità di Schenoni, anche se in più occasioni si nota una maggior
             precisione e conoscenza della disciplina numismatica rispetto a quanto registrato dall’abate.
             Il flusso di materiale numismatico è piuttosto costante, frutto di “cambi”, vendite da parte di
             privati ma anche rappresentato da doni di Sua Altezza Reale.


             I doni di privati cittadini: dal Registro “Conti del Museo e Doni” (1807-1825)
             e Registro “Doni di Privati” (1803-1824)

                   Le  donazioni  di  privati  spesso  hanno  rappresentato  l’occasione  per  sensibilizzare  e
             coinvolgere la cittadinanza nelle attività legate alla tutela, al rafforzamento dell’identità locale
             e hanno permesso di valorizzare, il donatore, talvolta occasionale, più spesso collezionista,
             donandogli visibilità e prestigio. Queste figure coincidevano frequentemente con esponenti
             di spicco della comunità inseriti nel tessuto politico, amministrativo ed economico della Città:
             anzi, sembra quasi che ognuno di essi possedesse almeno una piccola collezione di oggetti
             antichi, soprattutto monete.



             PIETRO DE LAMA (1799-1825)                                                         M.C. Burani
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