Page 166 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             L’ORDINAMENTO DEL MEDAGLIERE E LA CLASSIfICAzIONE DEI MATERIALI
             L’inventario del 1846: il manoscritto Distributio Geographica

                   La preoccupazione per stabilire criteri di classificazione numismatica oggettivi e con-
             divisibili e il dibattito che ne scaturisce animano buona parte della corrispondenza che in-
             tercorre tra gli studiosi e il Direttore; le riflessioni esposte in più occasioni permettono di
             comprendere la metodologia seguita nella formazione delle collezioni private dove risultano
             ben evidenti quali siano state considerate le classi di monete che hanno rivestito un ruolo di
             prim’ordine e quali del tutto secondario, il carattere storicistico, l’intento didattico, i principi
             museografici e l’orientamento culturale del momento in cui è stata fatta la selezione dei ma-
             teriali: prevale l’attenzione per la distinzione delle aree geografiche, per affinità cronologiche,
             per le esigenze di studio degli eruditi.
                   Un documento particolarmente ricco di informazioni anche sotto tale punto di vista è il
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             manoscritto che porta sul frontespizio l’intestazione Distributio Geographica . Lopez ne ini-
             zia la compilazione nel 1846: vi sono annoverate tutte le monete che fino a questo momento
             compongono il Medagliere a partire dalla sua formazione; ne divide gli esemplari per serie
             numismatiche, si sofferma quindi a presentare i criteri di classificazione che hanno portato a
             fare certe scelte piuttosto che altre.
                   Di notevole interesse sono le Premesse apposte all’inizio di ognuna delle tre sezioni
             nelle quali tale scritto è suddiviso (monete antiche, medievali e moderne), poiché gettano
             luce sul modo di affrontare nella prima metà dell’Ottocento gli studi numismatici e permet-
             tono di capire quali erano le conoscenze e le metodologie di riferimento. In particolare sono
             seguiti i suggerimenti e le classificazioni proposte da due grandi studiosi, Eckhel e Mionnet.
             Il primo introdusse alla fine del XVIII secolo un metodo di studio di tale scienza decisamente
             innovativo e pubblicò un’opera importantissima, Doctrina Numorum Veterum , in cui la de-
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             scrizione dei pezzi e le indicazioni ad essi relative dovevano risultare il più possibile complete
             ed esaurienti. Il secondo fu Conservatore del Cabinet des Médailles di Parigi, autore di opere
             (tav. V) che ebbero grande successo e viene considerato lo studioso di riferimento per quanto
             riguarda le stime e i prezzi da assegnare agli esemplari in possesso di collezionisti e studiosi
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             e a quelli che sono oggetto di compravendita .
                   Il testo introduttivo alla prima parte rimanda ancora una volta l’origine del Medagliere
             al legame con Veleia ed alle monete non numerose trovate nel corso delle campagne di sca-
             vo: “umili ne furono i primordi, perché fra quelle ruine poche medaglie si andarono dissot-
             terrando, nondimeno vennero affidate al Conte Canonico Antonio Costa, Prefetto dei Reali
             Musei, il quale diligentemente le disegnò e descrisse”.
                   Dopo aver elencato l’acquisto dei vari medaglieri e indicato come “soltanto i primi
             furono in apposito catalogo descritti”, Lopez prosegue affrontando con dovizia di particola-
             ri il proprio periodo storico accennando anche a se stesso con grande modestia: “durante
             il Governo Francese tale cimelio  (il  Medagliere,  N.d.R.)  non ebbe che lievi incrementi e
             se aumentò di circa due mila monete nulla acquistò d’importante e di pregevole. Intanto
             veniva trasportato col Museo d’Antichità, a cui andò sempre unito, da una sala della Bi-
             blioteca, sua prima sede, in due stanze nell’Accademia di Belle Arti. Ma passata questa
             città nel 1815 sotto il dominio dell’Augusta Maria Luigia d’Austria anche il Medagliere
             rinacque. Tramutò nuovamente sua sede nell’ampia sala ove di presente si trova. Fu ar-
             ricchito nel 1821 dé preziosi aurei che vennero scoperti nel fare le fondamenta del nuovo
             teatro. Onde nel 1825 quando mancò di vita Pietro de Lama Prefetto del Ducale Museo si
             trovò contenere diecinove mila nummi. Se la perdita di questo valente archeologo non ven-
             ne riparata colla scelta di un successore pari nel merito, pure il Governo seppe riparare a
             simile danno coll’accrescere le somme per gli acquisti, ed ampliare i locali per distribuirli.
             Talché, prosperando questo Istituto, piacque all’Augusta nostra Sovrana curarne vie più lo
             splendore; onde dal 1833 al 1840 degnò decretare l’acquisto delle raccolte numismatiche
             Bissi di Piacenza, Castiglioni di Livorno, Rossini di Parma, Caccia di Cremona, Beffa di
             Mantova, Benucci di Roma, e Strozzi di Firenze. Le quali raccolte aumentarono il nostro
             Medagliere di ben nove mila nummi antichi, del medio evo, e moderni né tre metalli, che
             furono ben tosto classificati e descritti. Né di ciò paga questa generosa Principessa degnava



             MIChELE LOPEz (1825-1867)                                                          M.C. Burani
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