Page 168 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             anche particolarmente dare in dono parecchie medaglie moderne. L’esempio del Principe
             veniva imitato da illustri cittadini, fra i quali ottennero già pubblici ringraziamenti la
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             vedova Ardizzoni Calvi , il Pretore Marzolini di Piacenza, il fu Canonico Nicolli di Fioren-
             zuola, il Conte Luigi Sanvitale di Parma. Ma chi fra i benemeriti donatori più di distinse fu
             il Principe russo Alessandro Troubetzkoy, il quale regalò non ha guari una bella raccolta
             di cinquanta monete in oro ed in argento battute a Milano dai Visconti e dagli Sforza. E
             però sotto l’attuale Direttore del Museo fu recata ad oltre trenta mila medaglie la raccolta
             numismatica a lui affidata, dalla quale per altro ben cinque mila che dovette sottrarre per
             essere duplicate e di niun pregio”.
                   Seguono poi le tre sezioni, in cui, nell’affrontare i criteri di collocazione geografica
             delle monete del mondo antico, non si proclama del tutto d’accordo con quelli proposti da
             Eckhel: “Ma qui non debbo parlare che delle antiche, le quali, come chiaro appare dalla
             presente Distribuzione, sono ripartite in cinque serie. Nulla dirò della prima, che le meda-
             glie comprende dei Popoli, delle città, e dei Re, perciocché avendo seguito l’ordine che sta-
             bilì il fondatore della Scienza Numismatica, il sommo Eckhel, non è lecito discutere ciò che
             ottenne per tanto tempo l’universale suffragio. Solo mi arrischierò notare alla sfuggita non
             sembrarmi al tutto plausibile l’ordine tenuto nella classificazione geografica adottata da
             quel dottissimo alemanno per le medaglie d’Europa. Imperciocchè penso che se a vece di far
             seguire all’Italia le quasi barbare regioni che stanno al Settentrione della Grecia, quest’essa
             avesse fatto succedere, non si sarebbe almeno interrotta la storia dell’arte. Di fatti ove alle
             belle medaglie della Sicilia avessero tenuto dietro quelle della Grecia, l’occhio non sarebbe
             rimasto offeso nell’osservare posti frammezzo a queste classiche terre, vere sedi dell’arti an-
             tiche, i rozzi conj della Taurica, della Sarmazia, della Mesia e perfino della Tracia; dalle
             quali regioni era poi anche più naturale e spedito il passaggio al Bosforo, al Ponto, alla
             Paflagonia dell’Asia”.
                   È degna di nota l’attenzione che riserva alle monete del Medioevo e Moderne, classi
             solitamente ritenute di minor pregio ed interesse. Le motivazioni portate a sostegno della
             necessità di approfondire questa branca della numismatica sono ancora oggi condivisibili
             e non manca di colpire il rammarico per il fatto che grandi studiosi si siano occupati esclu-
             sivamente delle monetazioni greche e romane e continuino a trascurare questo settore che
             appare invece ricco di promesse.
                   “Se alla Numismatica antica non mancò un vasto ingegno, quale fu il celebre Eckel, che
             la ridusse a scienza, si ravvolge ancora fra molte incertezze la Numismatica del Medio evo, la
             quale comprende, secondo più comune opinione, le monete che furono coniate dalla caduta
             dell’Impero d’Occidente alla presa di Costantinopoli. La soverchia abbondanza delle monete
             battute in questo lungo e funesto periodo di nove secoli da molti e svariati popoli, la oscurità
             e la incertezza delle loro istorie, e fors’anche la rozzezza delle stesse monete furono cagione,
             mi penso, dell’oblio in cui rimasero per tanto tempo siffatti piccoli monumenti. Pure dove-
             vano essi portar molta luce sulla storia dé luoghi in cui vennero impressi, non solo riguardo
             alla politica ed all’economia, ma eziandio alla paleografia ed all’arte. Per essi infatti si sono
             conosciuti i diritti di molte città e di molti principi, il valore delle derrate e l’importanza dé
             commerci”.
                   L’autore prosegue considerando che gli Italiani furono tra i primi ad occuparsi della
             Numismatica medievale, ma che “l’Italia, per le sue malaugurate divisioni politiche non trovò
             finora la penna che descrivesse ordinatamente le sue monete”. Più fortunata la Francia, che
             ebbe sul finire del secolo XVII Francesco Le Blanc che pubblicò un trattato storico delle mo-
             nete di quel Regno. Lamenta inoltre il fatto che se l’Italia nel secolo passato diede molti e va-
             lenti scrittori i quali illustrarono le monete dei tempi di mezzo, ora la Francia e la Germania
             le vanno innanzi. Con tutto ciò manca “ancora un’opera la quale con bell’ordine geografico
             e cronologico presenti descritte ed illustrate le monete avanti dette come sono i volumi del
             celebre Eckhel e del Mionnet rispetto alle antiche”.
                   Un altro problema che sottolinea sono i criteri di scelta dei limiti cronologici di questa
             classe di monete, poiché “la maggior parte dé numismatici alle monete del medio evo uniro-
             no quelle coniate nei secoli posteriori ed anche nel presente di maniera che la numismatica
             di cui parliamo venne a perdere i suoi confini, e rimase colla moderna mescolata e confusa.



             MIChELE LOPEz (1825-1867)                                                          M.C. Burani
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