Page 173 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                            171



            popoli (Greci, Romani, Etruschi, Egizi, N.d.R.) di cui a preferenza si occupa; le immagini di
            quegli uomini egregi i quali maggiormente contribuirono a far progredire la Scienza. In una
            parte della volta, l’Archeologia, personificata, sta con ai lati i due principalissimi rami di
            codesta scienza la Numismatica e l’Epigrafia. La prima tiene sulle ginocchia una tavola con
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            monete, la seconda l’epigrafe L. MVMMIVS COS P.P.” .
                  Agli angoli della volta, entro otto ottagoni accostati a due a due, coppie di Amorini reg-
            gono gli oggetti archeologici acquistati da Maria Luigia durante la sua reggenza per arricchire
            le collezioni del Museo.

            INCREMENTO DEL MEDAGLIERE (1833-1839)

            Gli acquisti
                  L’attività di tutela del patrimonio storico e artistico prima dell’Unità d’Italia è affidata al
            Ministero degli Interni, lo stesso che, in continuità di competenze rispetto ai governi prece-
            denti, manterrà lo stesso compito di gestione anche dopo il 1861. Solo nel 1864 tali incarichi
            verranno assegnati al Ministero della Pubblica Istruzione. I seguenti documenti che attestano
            gli ingressi di beni archeologici hanno quindi come interlocutori da un lato il Direttore del
            Museo, che propone l’acquisizione di materiali e dall’altro il Ministro dell’Interno che di volta
            in volta valuta se completare o meno le transazioni. L’ultima parola è comunque lasciata alla
            Sovrana, che difficilmente rifiuta la possibilità di nuovi contributi. Nel periodo in cui regge
            le sorti del Granducato, Maria Luigia non si sottrae al compito di farsi amare dai parmigiani
            per la sua generosità: “Ho nelle mani il modo di rendere felice quattrocentomila anime: di
            proteggere le scienze e le arti” . L’istituzione del Museo Ducale ed il Medagliere in particolare
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            si arricchiranno, in questi anni, degli apporti preziosissimi concessi dalla Sovrana.
                  Lo  spoglio  dei  documenti  relativi  ai  pregevoli  acquisti  numismatici  effettuati  hanno
            soprattutto lo scopo di gettare luce sulle dinamiche tra l’Istituzione ed i collezionisti, tra il
            Direttore e l’Autorità e le modalità contrattuali. L’identificazione degli esemplari e la ricostru-
            zione delle singole collezioni, purtroppo, non è stata possibile se non molto parzialmente dal
            momento che le raccolte sono confluite senza soluzione di continuità all’interno del Meda-
            gliere e come vedremo i Cataloghi che “descrivono” gli esemplari riportano troppo spesso in
            modo molto sommario le caratteristiche dei pezzi rendendone ben difficile il riconoscimento.

            1. Il Medagliere Bissi (1833)
                  Il nome di Monsignor Vincenzo Benedetto Bissi (fig. 4) ricorre frequentemente nei ma-
            noscritti presenti nell’Archivio, dal momento che si tratta di uno dei principali conoscitori
            della monetazione degli Sati parmensi e della Zecca di Piacenza ed intratteneva, come altri
            studiosi, una fitta corrispondenza con Lopez.
                  Prevosto della Cattedrale di Piacenza, egli fu noto saggista (tav. VII), professore ono-
            rario di numismatica presso il Magistrato degli studi di Parma con rescritto sovrano del 21
            luglio 1833, collezionista di monete, di volumi antichi e di epigrafi, in particolare latine. Nel
            carteggio che lo vede protagonista assieme a Lopez emerge spesso lo scambio di pareri ed
            interpretazioni tra i due eruditi sia in merito a pezzi presenti nelle collezioni del Museo che
            relativi a quelli del medagliere di proprietà del prelato .
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                  Le trattative per l’acquisto della sua importante raccolta  iniziano nel Marzo 1833, quan-
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            do Lopez indirizza una Lettera al Presidente dell’Interno in cui esordisce con la premessa che
            il Medagliere Bissi è di grande interesse “per la storia delle zecche di questi Ducati”. Prosegue
            poi dandone una generica indicazione: “Il numero di tali capi può essere, se il calcolare a me-
            moria non mi induce in errore, di circa cinquemila la maggior parte dei quali è in argento
            ed anche in oro”.
                  Qualche informazione più precisa ci viene da un’altra lettera, che indirizza al Cavalier
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            d’Heydeken, studioso di numismatica, a Genova . A lui comunica con una punta di orgo-
            glio e trepidazione che “questo Governo sta ora trattando l’acquisto del Medagliere Bissi di
            Piacenza, di cui parmi averlene parlato altra volta. Tale Medagliere si compone di una rac-
            colta quasi perfetta delle monete e medaglie di questi Ducati, di una copiosa serie di zecche
            Italiane del medio evo, e di alquante straniere, con parecchie medaglie moderne. Se una tale



            MIChELE LOPEz (1825-1867)                                                          M.C. Burani
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