Page 170 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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168 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
Il manoscritto del 1865
Un breve manoscritto, certamente incompiuto, fu redatto da Michele Lopez nel 1865. Le
vicende descritte prendono le mosse dal periodo del dominio francese, che impoverì le rac-
colte ducali mediante il trasferimento al Louvre dei pezzi più importanti delle collezioni. Vie-
ne sottolineato che soltanto l’intervento incessante di Pietro de Lama, Direttore degli Istituti
Culturali cittadini, è riuscito nell’intento di ricomporre il patrimonio del Museo arricchendo
le sale con i marmi provenienti dalle collezioni costituite dai Farnese a Parma e dai Gonzaga
a Guastalla: le raccolte veleiati e gli oggetti più prestigiosi portati in Francia torneranno tutti
a figurare nel Museo parmense soltanto nel 1866.
Dopo aver affrontato sinteticamente questa fase critica della storia dello Stabilimento,
si sofferma sull’intervento della Granduchessa Maria Luigia d’Austria, reggente tra il 1815 e
il 1847, per poi proseguire con la descrizione delle sale dove sono collocate le collezioni. È
però interessante vedere come ancora una volta fin dalle prime pagine l’attenzione venga
rivolta in maniera tutta speciale alla raccolta numismatica: vengono addirittura descritti con
dovizia di particolari gli stipi in cui le monete sono conservate e le modalità di collocazione
dei pezzi.
É riservata una particolare cura nella scelta della sala dove trovano collocazione gli ar-
madi destinati a contenere le medaglie e le monete, così come significativa è la scelta delle
decorazioni: i busti che ornano questi mobili raffigurano eminenti studiosi le cui opere testi-
moniano idee e attitudini personali spiccatamente illuministe:
“In cinque stipi essa è custodita; nel primo sono disposte geograficamente e cronologi-
camente le medaglie Greche; nel secondo e nel terzo le medaglie romane in ordine crono-
logico; nel quarto le monete del medio evo e moderne; nel quinto le medaglie moderne, sì
l’une e sì l’altre classificate giusta i luoghi ed i tempi in cui furono coniate. Su tali stipi sono
collocati i busti, a foggia di bronzo, dei celebri numismatici Giuseppe Eckhel, Enea Vico ,
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Filippo Bonarroti N.d.R.: (celebre politico e rivoluzionario di origine italiana ma attivo in
Francia), Lodovico Muratori (storico, numismatico, letterato modenese attivo nei primi anni
del ’700) e Gian Maria Mazzucchelli (letterato, bibliografo, storico bresciano anch’esso di
idee illuministe). Troppo lunga cosa sarebbe il venire elencando le medaglie pregevoli che
per entro l’accennata collezione si trovano. Toccheremo però che importanti sono le serie
delle medaglie Iberiche, Sicule e Coloniali, pregevoli per conservazione le Imperiali romane,
fra cui primeggiano alcuni medaglioni bellissimi. Numerosa è la serie delle monete Italiane
del medio evo e forse unica è quella delle Parmensi e Piacentine. Alle medaglie va unita
una piccola raccolta di cammei e pietre incise, ma non vi primeggia che la bella sardonica
rappresentante, secondo il celebre Winchelmann, Diomede che dà in pasto ai suoi cavalli il
cadavere di Abdero. Una corniola su cui è intagliata una Vittoria, ed uno scarabeo etrusco
colle figure di un Demone alato e di Tieste. Attorno alle pareti di essa sala sono disposti pa-
recchi vasi Italo-Greci di alta dimensione. Nel mezzo poi della sala, entro acconcio cassetto,
sono custodite le armille, le collane, gli anelli, e le altre cose preziose in oro trovate nel fare
le fondamenta del Teatro, e del nuovo Palazzo degli Studj di Parma. In questa sala sono
anche da osservarsi le belle dipinture che ne ornano la volta eseguite dall’egregio Professore
Francesco Scaramuzza”.
A questo punto il manoscritto s’interrompe, ma non manca di colpire la notevole quan-
tità di informazioni legate alla collezione numismatica piuttosto che a qualsiasi altra classe di
materiali archeologici.
L’esposizione del Medagliere: la “Sala delle Medaglie”
Nella parte conclusiva del manoscritto del 1865 viene fatta menzione della “Sala delle
Medaglie” ed in particolare del pittore Gian Francesco Scaramuzza. La scelta dei soggetti
destinati ad abbellire la volta della Sala delle Medaglie non si dimostrò casuale ma destina-
ta a rispecchiare anch’essa profondamente, come spesso viene sottolineato negli scritti del
tempo, la coscienza che si va creando alla Corte illuminata della Granduchessa Maria Luigia
(tav. VI a-b). Lo studio dei monumenti antichi, cioè, permette di studiare il passato non solo
in chiave collezionistica, ma per meglio comprendere la storia contemporanea.
MIChELE LOPEz (1825-1867) M.C. Burani

