Page 172 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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170 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
La sala che attualmente ospita le statue del ciclo giulio-claudio provenienti dalla basili-
ca di Veleia fu adibita da de Lama prima (quando una parete divideva circa a metà l’attuale
ambiente di cui uno impiegato come magazzino) e da Lopez poi (che fece abbattere il muro
divisorio non senza qualche difficoltà) a Sala delle Medaglie, la più elegante e prestigiosa
del Museo. Per migliorane ulteriormente la qualità e per accentuarne l’intento didascalico, si
decide di dipingerne la volta con soggetti accuratamente prescelti a queste finalità.
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Alcune lettere indirizzate da Lopez al Presidente dell’Interno ci illuminano sulla se-
lezione dei soggetti destinati ad abbellire il soffitto di una sala che avesse anche il compito
di far risaltare le collezioni numismatiche in essa conservate. La scelta non è semplice: le
composizioni che si vogliono ottenere non dovranno essere solo eleganti ma anche utili, e le
proposte sono diverse.
Il Direttore sottopone pertanto le sue idee al Presidente dell’Interno e nella prima let-
tera afferma che gli sono “venuti innanzi al pensiero due soggetti”: “L’uno di essi rappresen-
terebbe i fasti del governo di S.M. l’Augusta nostra Sovrana insieme collegati con figure alle-
goriche per modo che ad un fregio convenisssero. La Clemenza, la Beneficenza, e la Giustizia
dovrebbero occupare il primo posto, poscia la Religione, le Scienze e le arti; verrebbero dopo
le rappresentanze di monumenti innalzati, e perciò le figure dei torrenti su cui si gettarono i
ponti, delle strade rinnovate e munite; degli Istituti ampliati e fondati, non dovrebbero man-
care il commercio, l’agricoltura, l’abbondanza, la sicurezza, l’istruzione pubblica gli asili
per l’infanzia e va (sic) discorrendo. In così vasto campo non può certamente venir mai meno
l’immaginazione di un dipintore.
L’altro soggetto avrebbe a rappresentare, col mezzo di molti genietti variamente atteg-
giati, tutte le operazioni che precedono la formazione delle monete e delle medaglie. Voglio
dire lo scavo delle miniere, la fusione dé metalli, la formazione delle verghe, l’assaggio ed il
taglio di esse, il peso delle lastre, l’intaglio dé punzoni, e dé conii, la cussione delle monete e
delle medaglie, la presentazione di esse al Principe e che altro di meglio e di analogo. Che se
gli avanti discorsi soggetti non fossero per avventura da preferirsi al proposto trionfo d’Ales-
sandro per ciò che riguarda l’arte, sarei di credere che più espressivo, e più conveniente fosse
per essere il loro linguaggio”.
Le incertezze sulla scelta lasciano però spazio ad un altro problema. Infatti un mese
dopo, il Lopez comunica al Presidente dell’Interno che in seguito al sopralluogo del professor
Bettoli, l’architetto di corte di Maria Luigia che per lei ideò numerosi edifici definendo tutta
l’architettura parmense durante la sua reggenza, si è opposto all’ampliamento della sala che
andrebbe a scapito di un magazzino dell’Accademia. Pertanto il Direttore, amareggiato, con-
stata che “mentre da una parte si cerca lo splendore di questo Istituto, non manca dall’altra
chi vi si oppone. Ma fa d’uopo Ella sappia che a tale desiderabile e provvido lavoro (l’amplia-
mento, N.d.R.) si oppone la Ducale Accademia, la quale protesta che anche questo magazze-
no, comechè poco illuminato, e malsano, le sia indispensabile. Se mancassero assolutamente
mezzi di compensare con altri più ampi locali questo cospicuo Istituto vero splendore della
città nostra, io a tale rifiuto rimarrei muto, dappoiché trovo ragionevole che il Museo chini
la fronte all’Accademia. Ma che sia necessario aver questa un magazzeno piuttosto da una
parte che dall’altra, non mi so dare a credere. Molti sono i locali che si possono cedere in
compenso all’Accademia medesima, allorquando per altro il Governo volesse sopportare una
lieve spesa”.
Lopez elenca poi una serie di possibili alternative e indica gli ambienti che potrebbero
essere assegnati all’Accademia per questo utilizzo.
“Ma quantunque sia manifesto che il nostro Governo equabilmente protegge gli stabili-
menti tutti alla pubblica istruzione consacrati, e che quindi io non debba temere che il Museo
possa essere avvilito o sacrificato da debolissimi ragionamenti, pure potrebbe accadere, che
svariate circostanze se non impedissero, ritardassero almeno la dipintura progettata dal Vi-
glioli, e quindi questo bravo giovine rimanesse privo di quel lavoro che la saggezza dell’E.V.
tanto provvidamente stava curando”.
In realtà la volta della sala verrà dipinta nel 1844 da Gian Francesco Scaramuzza secon-
do uno schema ancora diverso da quello proposto nella precedente lettera: “...l’Archeologia,
le Scienze e le Arti che la soccorrono, le Divinità, i Monumenti e i simboli dé quattro celebri
MIChELE LOPEz (1825-1867) M.C. Burani

