Page 237 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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LE ACQUISIZIONI DURANTE LE DIREZIONI MARIOTTI (1875-1933),
MONACO (1937-1957) E FROVA (1964-1968)
Alla fine dell’Ottocento assistiamo ad un faticoso e lento incremento dei materiali donati
o acquistati che entrano a far parte delle collezioni museali. I Registri e gli Inventari sono
sempre più scarni, in poche pagine si concentrano gli apporti relativi ad un notevole numero
di anni che tutti assieme annoverano modeste acquisizioni.
Il periodo in cui Mariotti riveste la carica di Direttore del Museo è cruciale per la storia
del patrimonio artistico e archeologico del nostro Paese. Nel 1875 l’ordinamento dei musei,
la collocazione e distribuzione dei reperti furono tra i principali obiettivi che spinsero il Mini-
stro Bonghi a creare un organo centrale, incentivando la fondazione di spazi conservativi per
custodire, controllare e vigilare sul patrimonio nazionale. Con R. Decreto del 28 marzo 1875
venne istituita la Direzione Generale degli scavi e musei presso il Ministero dell’Istruzione
Pubblica, che si occupò in particolare di stabilire azioni di controllo, vigilanza e custodia de-
gli scavi, assicurandosi che le leggi ed i regolamenti in vigore fossero rispettati. Nonostante
ciò, l’instabilità causata dai modesti bilanci pubblici, privi di somme minime per assicurare
una corretta conservazione dei beni e la loro gestione da parte di un organico completo e
competente, permise soltanto gli acquisti ritenuti più indispensabili e urgenti. Nel 1886 un
mutato atteggiamento verso il patrimonio nazionale venne manifestato in Parlamento quando
fu sollevata la questione che l’Italia, prima dei monumenti, aveva problemi più urgenti da
risolvere. Ciò portò alla sospensione della proposta di legge sulla tutela del patrimonio di
Baccelli e Bonghi, spostando l’attenzione verso la questione sociale degli operai, dei brac-
cianti e degli agricoltori.
Giovanni Mariotti si inserisce come interprete della temperie politica e culturale del
tempo e rappresenta per quasi quarant’anni una figura centrale e poliedrica per la città di
Parma (tav. I). Dopo aver esercitato per breve tempo il praticantato di avvocato, si dedica
a studi storici, archeologici e paletnologici sotto la guida di Michele Lopez e Luigi Pigorini.
All’età di 25 anni viene nominato direttore del Regio Museo di Antichità al posto di Pigorini,
chiamato a Roma per altri importanti incarichi, tra cui l’allestimento del Museo Preistorico ed
Etnografico. Mariotti si dedica come i suoi predecessori agli scavi di Veleia, di cui scopre una
porzione risalente all’età del Ferro, inizia poi ad interessarsi di politica. Nel 1882 viene eletto
deputato e nel 1889 diviene per la prima volta sindaco di Parma (avrà quattro mandati) dove
intraprende importanti e non sempre condivisibili interventi urbanistici nella città (vedi la
demolizione della cinta muraria di metà Cinquecento).
A questi progetti di riordino non resta estraneo il Museo, che subisce un riallestimento
delle collezioni (fig. 1). Mariotti ridisegna la fisionomia del Museo per farne un esempio di
documentazione archeologica dalla preistoria all’Età moderna sul territorio parmense, ma
spesso l’intento si traduce in un gusto collezionistico con caratteristiche piuttosto eterogenee.
Al primo piano, accanto alle antichità veleiati, trova posto il Medagliere (fig. 2). Gli esemplari
1
che in questo periodo si vanno ad aggiungere a quelli già esistenti non sono numerosi e rap-
presentano nella quasi totalità dei casi doni di privati cittadini: in larga maggioranza medaglie
di epoca moderna e contemporanea, soprattutto commemorative o coniate in occasione di
eventi particolari.
I relativi Registri sono, come già sottolineato, redatti in modo piuttosto sintetico ma non
mancano talora commenti interessanti, come l’annotazione dell’acquisto del “Pezzo da Qua-
ranta Lire di Maria Luigia d’Austria coniato nel 1821. È identico per tutte le particolarità di
LE DIREzIONI MARIOTTI, MONACO E fROVA M.C. Burani

