Page 238 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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236 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
FiG. 1 – ParMa, biblioTeca civica. Salone
del Regio Museo d’Antichità di Parma
all’epoca dell’Esposizione del 1880 (trat-
to da TesTi 1913). © BCP.
conio col quaranta lire del 1815, pubblicato dal Lopez nelle Aggiunte alla Zecca di Parma nel
Periodico di Numismatica e Sfragistica (Anno III, tav. VIII, fig. 1), ma varia solo per la data.
Ne’ il Lopez nè il Biondelli né alcun altro degli scrittori che si occuparono delle monete di Ma-
ria Luigia d’Austria fecero mai cenno di monete coniate nel 1821, e nessuna di tali monete si
era mai notata in Parma sino ad ora. La scoperta di questo pezzo da quaranta lire del 1821
mi ha spinto a minute indagini nel R. Archivio di Stato di Parma e vi ho trovato curiosi do-
cumenti su queste monete d’oro fatte coniare non da Maria Luigia ma dall’Austria, non nel
Ducato di Parma, ma per l’estero. Da ciò si spiega la grande rarità anzi l’assoluta mancanza
di tali monete; l’esemplare acquistato ora pel Museo è l’unico in Parma, e per giunta inedito
e, fino ad ora, affatto sconosciuto a quanti si occupano della zecca di Parma” .
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Nel fascicolo che comprende gli Inventari stilati da Mariotti le modalità di compilazio-
ne adottate sono le seguenti: gli anni 1877 e 1878 sono divisi in due semestri e le monete
vengono descritte in modo preciso. Talvolta si aggiungono commenti e confronti con reperto-
ri numismatici. Successivamente, non si riportano più le divisioni in semestri, ma in testa alla
pagina viene apposta solamente l’indicazione dell’anno, cui segue una succinta descrizione.
Altro elenco di monete sommariamente descritte è datato tra il 1877 e il 1908 ed è
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composto da una serie di fascicoli che elencano sia Doni che Depositi , in alcuni casi con
l’indicazione dell’anno d’ingresso in altri casi privi di riferimenti.
Tra questi, contenuto all’interno di una carpetta priva di indicazioni, assieme a mano-
scritti di vario argomento, è presente anche un elenco degli oggetti in entrata nel Museo,
sicuramente posteriore al 1881. Infatti, i primi oggetti registrati in questa data sono le monete
facenti parte del gruzzolo di 106 pezzi medievali ritrovati in quell’anno e battuti “nelle zecche
di Parma, Verona, Milano, Vicenza e Novara, scoperti nei prati della Buffolara nel fare gli
sterri per la ferrovia Parma-Spezia” .
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Altri due elenchi, all’interno di un raccoglitore anch’esso privo di data e numero di
manoscritto, riguardano le medaglie napoleoniche conservate in Museo e le “Medaglie e tar-
ghette coniate nel premiato stabilimento Johnson esistenti nel Museo d’Antichità di Parma”.
In quest’ultimo caso, si tratta principalmente di medaglie commemorative datate fino ai primi
anni del ’900 e realizzate dalla prestigiosa azienda fondata intorno al 1830 da James Johnson
che impiantò la sua officina a Milano, producendo principalmente bottoni e fregi metallici
per uso militare e arredamento. A partire dal 1880, un nuovo impulso fu dato all’azienda da
Federico Johnson, personalità di spicco nel mondo imprenditoriale milanese. Nel segno di un
nuovo indirizzo che puntava a valorizzare l’aspetto artistico della produzione medaglistica,
furono moltiplicati i rapporti di collaborazione con i migliori scultori medaglisti dell’epoca e
ampliato il reparto d’incisione. Nel Museo parmense giungono quindi in questo periodo, da
parte di privati e di Johnson stesso, i doni di medaglie celebrative di eventi contemporanei.
LE DIREzIONI MARIOTTI, MONACO E fROVA M.C. Burani

