Page 242 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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240 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
A partire dalle attività di riordino delle collezioni inaugurate in questo periodo, Monaco
proseguirà anche negli anni successivi a svolgere mansioni di studioso e ricercatore: è infatti
del 1938 la sua “Guida sommaria” dal titolo “Le collezioni del R. Museo d’Antichità di Par-
ma”, redige i giornali delle campagne di scavo di Veleia (1942-43 e 1947-57), si occupa della
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sistemazione dei manoscritti, dei disegni e delle stampe e del Medagliere .
La scoperta della sepoltura femminile con un ricco corredo di oreficerie longobarde
ubicata in Borgo della Posta e rinvenuta nel novembre 1950, offre al Direttore l’occasione di
pubblicare uno dei più importanti ritrovamenti archeologici avvenuti all’interno della città .
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La situazione del Museo di Parma e del provincialismo che lo caratterizza fino al pe-
riodo postbellico inizia a cambiare a partire dagli anni Sessanta, quando assistiamo ad un
ulteriore e più definitivo assetto di tutti i musei emiliani voluto dal soprintendente Mansuelli
secondo criteri espositivi nuovi, rispettosi dei canoni estetici e di più moderni orientamen-
ti museografici volti a privilegiare, oltre al rilievo documentario delle collezioni, il valore
estetico dei pezzi selezionati. L’intero museo di Parma viene studiato e ridisegnato ad ope-
ra del Direttore Antonio Frova e dell’architetto Leone Pancaldi per dare il massimo risalto
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agli esemplari più significativi . L’idea che sottende a questa nuova concezione è quella di
recuperare la primitiva funzione storica del Museo. Nel 1965 Frova pubblica la Guida del
Museo assieme a Scarani, studioso bolognese promotore di ricerche di preistoria e paletno-
logia emiliana dal dopoguerra agli anni ’70, in cui vengono esplicitati criteri e metodologie
espositivi.
Il Medagliere viene allestito al primo piano, in una sala dedicata, con dieci vetrine a
parete in cui sono collocati gli esemplari più significativi della monetazione greca e magno-
greca, romana repubblicana e imperiale ed alcuni solidi aurei facenti parte del tesoro trovato
in Via Mazzini nel 1962 (figg. 4-5). A completare l’esposizione si aggiungono pezzi medievali,
farnesiani e borbonici ed infine quelli relativi alla zecca di Piacenza.
Le carte d’Archivio del tempo sono comunque più prodighe di documentazioni buro-
cratiche che di testimonianze riguardanti acquisizioni significative per le collezioni. L’apporto
si esaurisce con i materiali di scavo, gli acquisti non fanno ormai più parte della sensibilità
culturale del tempo, mentre risultano del tutto sporadiche e di modesta entità le donazioni
effettuate.
I fascicoli relativi al primo decennio degli anni Sessanta, per esempio, sono costituiti da
un paio di elenchi dattiloscritti, un verbale di consegna di monete e medaglie recapitate al
Direttore Raffaele Umberto Inglieri, che ricoprì per qualche tempo questo incarico e che fu
FiG. 4 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Solido di Magno Massimo dal tesoretto di Via Mazzini. ©
Mibact - CMP.
LE DIREzIONI MARIOTTI, MONACO E fROVA M.C. Burani

