Page 245 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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CONSISTENZA E ORDINAMENTO DEL MEDAGLIERE
DEL MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI PARMA:
LA COLLEZIONE STORICA
Quanto illustrato nei contributi precedenti rispetto alla storia e al processo di formazio-
ne del Medagliere del Museo Archeologico di Parma attesta il carattere complesso e articola-
to delle raccolte numismatiche parmensi. Allo stato attuale delle conoscenze, queste ultime
sembrano derivare solo in parte dai rinvenimenti effettuati nel territorio. I reperti confluirono
in prevalenza a Parma, andando a formare la prima collezione del Museo: l’Istituto funse
perciò da collettore del materiale archeologico recuperato nel territorio che ricadeva sotto la
giurisdizione del Ducato di Parma e Piacenza . È indubbio, inoltre, come l’interesse per gli
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scavi — promossi soprattutto dai primi direttori del Museo — sia stato alimentato, almeno per
il primo secolo di vita dell’Istituto, anche dal desiderio di ampliarne la collezione numismati-
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ca . Il primo e nuovo nucleo di monete, formatosi dopo la partenza per Napoli della celebre
collezione farnesiana, deriva dunque dagli esemplari provenienti dagli scavi di Veleia , avviati
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— anche in certa misura “a risarcimento” della spoliazione subita — da Antonio Costa, primo
conservatore del Museo col titolo di Prefetto.
1. Consistenza
La parte più consistente della raccolta si è formata durante la lunga e feconda stagione
della direzione di De Lama e, soprattutto, di Michele Lopez. Successivamente, la crescita è
andata gradualmente diminuendo, in accordo con l’emergere di nuovi interessi e di nuovi
approcci manifestatisi nell’ambito delle discipline antichistiche. Non stupisce che il proces-
so di decrescita coincida con il passaggio della direzione museale a Luigi Pigorini, uno dei
padri della paletnologia moderna. Vengono inoltre meno i fondi disponibili per questo tipo
di acquisizioni, così come per l’attività di scambio di esemplari. La collezione del Medagliere
torna così a fungere da luogo di raccolta e di deposito del materiale — quasi esclusivamente
monetale — proveniente dagli scavi archeologici, che ne costituiscono l’unica fonte di arric-
chimento. A fronte di una diminuzione quantitativa e — almeno in certa misura — “qualitati-
va” della raccolta numismatica, si consolida il legame del Museo col territorio, con una mag-
giore attenzione verso i contesti di provenienza. Un legame tuttora importante e corroborato
dall’attività di presidio e tutela esercitata dalla Soprintendenza archeologica, cui si devono gli
ultimi importanti ingressi (infra) .
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La documentazione d’archivio ci consente ora di ricostruire parzialmente la storia della
formazione del Medagliere, così come di conoscere le lunghe e complesse trattative per l’ac-
quisto dei materiali o le date di entrata delle singole collezioni, soprattutto sotto la direzione
del Lopez . Assai più arduo — e comunque possibile solo entro certi limiti — si dimostra il
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riconoscimento dei singoli esemplari, in quanto la documentazione si limita in prevalenza alla
semplice elencazione dei materiali, sprovvisti dei necessari dati identificativi. La ripetitività
dei pezzi e l’assenza di verifiche più puntuali fanno il resto. Non si esclude, tuttavia, che uno
studio più dettagliato sui singoli pezzi possa, in un prossimo futuro, portare a ulteriori nuove
identificazioni.
Un importante lavoro di sistemazione, ordinamento e parziale schedatura del materiale
— effettuato in modo particolare per la collezione monetale — si deve a Franco Panvini Ro-
CONSISTENzA E ORDINAMENTO: LA COLLEzIONE STORICA M. Podini

