Page 266 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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264 Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE
stata prodotta riutilizzando un esemplare della zecca di Roma, come desumibile dalle tracce
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di leggenda del tipo precedente visibili al dritto . Tale caratteristica permette di inquadrare la
cronologia relativa dell’emissione, confermando che questa serie sia stata prodotta tra il 216
e il 211 a.C. quando la città, insieme ad altri centri campani tra cui Calatia e Capua, passò
sotto il controllo di Annibale.
Di un periodo poco precedente sono cinque monete di Cales , la prima tra i centri della
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Campania a diventare colonia di diritto latino, databili tra il 265 e il 240 a.C. Soltanto uno de-
gli esemplari è in argento: si tratta di un didrammo i cui tipi rappresentano al dritto una testa
di Atena con elmo corinzio, e al rovescio una Vittoria che conduce una biga, con legenda in
esergo CALENO. I primi tre esemplari in bronzo, invece, hanno una testa di Apollo al dritto
mentre il tipo al rovescio è quello del toro androcefalo, in alcuni casi sormontato da una stella
o da una lira: si tratta di un chiaro riferimento alle emissioni di Neapolis, dove questo tipo
caratterizza cospicui gruppi di monete. Un’ulteriore moneta ha al dritto la testa di Minerva e
al rovescio il gallo con una stella.
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Un altro bronzo è una quartuncia della zecca di Calatia , databile, come altre emissioni
successive agli eventi determinati dalla battaglia di Canne, tra il 216 e il 211 a.C. In questo
caso il tipo di dritto è una testa laureata di Giove, mentre al rovescio vi è una quadriga gui-
data dalla stessa divinità mentre regge uno scettro e un fulmine. La monetazione di Calatia
appare strettamente collegata, per cronologia, standard ponderale e tipi utilizzati, a quelle di
Atella e Capua.
Sono in bronzo i sette esemplari di Capua che coprono tutta la scala di valori in me-
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tallo vile coniati dalla città. Anche in questo caso, le monete si datano dopo il 216 a.C. ossia
quando Annibale, in seguito alla battaglia di Canne, considerò di porre la città alla guida
della confederazione italica. Il centro passò dalla parte dei Cartaginesi, ed è proprio a questo
periodo che si ascrivono le serie che presentano l’etnico in esergo, riportato in alfabeto osco
con andamento retrogrado. L’attività della zecca ebbe breve durata, allorquando nel 211 a.C.
il centro passò sotto il controllo romano ; in questa fase l’officina monetale produsse alcune
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emissioni in argento e un buon numero di bronzi, quali valori frazionali di un’asse dal valore
di dieci once (figg. 2-3).
Sebbene prodotta in un tempo limitato, questa monetazione registra due fasi di ridu-
zione ponderale, evidentemente legate alle evoluzioni degli scenari bellici e politici di quegli
anni.
FiG. 2 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Capua, biuncia, dopo il 216 a.C. (cat. 12). Fuori scala. ©
Mibact - CMP.
MONETE DELLA CAMPANIA ANTICA F. Carbone

