Page 270 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
P. 270

268                                              Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE



             ampio arco temporale che va dal 400 al 250 a.C. Nel dettaglio si tratta di nove didrammi, ca-
             ratterizzati dalla testa di ninfa al dritto, spesso accompagnata da simboli o lettere nel campo,
             e il toro androcefalo incoronato da una Vittoria. Quest’ultimo tipo è, a sua volta, variamente
             associato con lettere tra le zampe o leggenda in esergo (tav. III).
                   Le monete in argento sono tutti didrammi, ad eccezione di un obolo che presenta i tipi
             della testa maschile laureata al dritto ed Ercole in lotta con il leone al rovescio. L’esemplare
             di cronologia più alta risale al 420-400 a.C., mentre altri tre si collocano tra il 320 e il 300 a.C.
             Ulteriori due si attribuiscono al primo quarto del III secolo a.C., mentre le monete più recenti
             sono riferibili al secondo quarto dello stesso secolo.
                   Diciotto sono gli esemplari in bronzo : per gli autori dell’HN Italy , questi si distribu-
                                                          19
                                                                                        20
             iscono in un periodo che va dal 320 al 225 a.C. circa. Le più antiche (320-300 a.C.) hanno
             la testa di Apollo al dritto e la protome di toro al rovescio; le successive (300-275 a.C.) allo
             stesso dritto associano un toro androcefalo stante e in alcuni casi presentano simboli o
                                21
             lettere nel campo  (fig. 4); gli stessi tipi, ma con il toro al rovescio incoronato da una Vit-
             toria (275-250 a.C.), presentano le lettere I∑ in esergo. Le più recenti (250-225 a.C.), invece,
             hanno al dritto la testa di Apollo o di Artemide, e al rovescio presentano una lira accostata
             ad un omphalos, una protome di toro in atteggiamento di nuoto, una cornucopia o un ca-
             valiere a galoppo.
                   Se per Neapolis il numero di esemplari è considerevole, della zecca di Nola è stato
             possibile selezionare un solo esemplare. Anche in questo caso, un didrammo datato al
             400-385 a.C., presenta al dritto una testa di ninfa e al rovescio il toro androcefalo incoro-
             nato dalla Vittoria, tuttavia se i tipi posso richiamare quelli di altre zecche e in particolare
             quelli della stessa Neapolis, la presenza della legenda NΩΛAIOΣ conferma l’attribuzione
             del pezzo.
                   La città di Nuceria Alfaterna  è attestata da due monete, entrambe del 250-225 a.C.: la
                                                 22
             prima è un didrammo che presenta al dritto la testa di Apollo Carneios con l’etnico in caratte-
             ri oschi, e al rovescio una figura maschile stante che tiene tra le mani le briglie di un cavallo
             e un tirso. La seconda è un bronzo che alla figura maschile al dritto associa, sull’altro verso,
             un cane da caccia in atto di puntare; anche in questo caso la leggenda è riportata in osco.
                                                                23
                   Due sono anche gli esemplari di Phistelia , comunità nota soltanto attraverso le sue
             monete, coniati entrambi in argento ma di differente valore. Il nominale maggiore — un
             didrammo del 405-400 a.C. — è caratterizzato dalla presenza al dritto di una testa fem-


































             FiG. 4 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Neapolis, bronzo, 300-275 a.C. (cat. 39). Fuori scala. ©
             Mibact - CMP.



             MONETE DELLA CAMPANIA ANTICA                                                         F. Carbone
   265   266   267   268   269   270   271   272   273   274   275