Page 272 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
P. 272
270 Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE
minile resa frontalmente e al rovescio il toro androcefalo con in alto l’etnico in osco e in
esergo un delfino. La seconda moneta è un obolo del 325-275 a.C. con testa maschile fron-
tale e al rovescio una cozza, un chicco d’orzo e un delfino, con in basso l’etnico sempre
in caratteri oschi.
24
Tra le monete di Suessa Aurunca solo una è in argento: si tratta di un didrammo del
265-240 a.C., caratterizzato da un rovescio con Dioscuro a cavallo che tiene sulla spalla un
ramo di palma, mentre con la mano destra regge le redini di un altro cavallo al passo (tav. IV).
Dello stesso periodo sono tre esemplari in bronzo che appartengono a differenti emis-
sioni che al dritto e al rovescio presentano: il primo, la testa di Mercurio associata con Eracle
mentre lotta contro il leone; il secondo, la dea Minerva con il gallo e un astro ad otto punte;
l’ultimo, la testa di Apollo e il toro androcefalo. Tutti si caratterizzano per la presenza della
leggenda SVESANO, e la datazione di questi esemplari è abbastanza circoscritta, visto che la
zecca locale fu attiva per un breve intervallo compreso tra il 268 a.C. e gli anni della seconda
guerra punica.
L’elenco delle zecche si conclude con gli esemplari di Teanum Sidicinum . Per questo
25
centro è stato possibile selezionare quattro monete, tutte in bronzo e datate tra il 265 e il 240
a.C. Tre di queste presentano al rovescio il toro androcefalo con una stella (a cinque o sedici
punte) o un pentagono; soltanto una ha il gallo stante con dietro una stella a otto raggi e la
FiG. 5 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Teanum Sidicinum, bronzo, 265-240 a.C. (cat. 62). Fuori
scala. © Mibact - CMP.
leggenda TIANO (fig. 5). I dritti di queste monete presentano la testa di Apollo, Mercurio o
Minerva, e leggende in latino: sarà infatti quest’ultima emissione l’unica ad utilizzare l’alfabe-
to latino invece di quello osco.
Con le monete della zecca di Teanum Sidicinum si chiude questo percorso attraverso le
produzioni dei principali centri della Campania antica che, come è evidente anche dall’analisi
del nucleo del Medagliere del Museo Archeologico Nazionale di Parma qui proposto, pre-
senta numerose problematiche relative alla cronologia e ai fenomeni che determinarono la
coniazione di alcune emissioni, riferibili soprattutto alla rete di relazioni che intercorsero tra
le città, influenti al punto da condizionare la produzione di moneta.
fEDERICO CARBONE
MONETE DELLA CAMPANIA ANTICA F. Carbone

