Page 277 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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LE MONETE DELLA ZECCA DI TARANTO
                NEL MEDAGLIERE DEL COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA





                  Le monete conservate nel Museo Archeologico Nazionale di Parma attribuibili alla zecca
            di Taranto assommano a 99 unità e nello specifico inventariate dal numero 110967 al 110974
            e dal 121692 al 121783.
                  Esse sono suddivise in varie valute in oro, argento e bronzo, dislocate in un percorso
            cronologico che abbraccia tutta la vita della zecca, come dal seguente prospetto.

                        Tab.1 – Prospetto degli esemplari attribuibili alla zecca di Taranto


                                     ESEMPLARI DI PESO PIENO (ca. 510/500-275 a.C.)

                                               dracme e   Campano
                         Nòmoi        Oro                             bronzo     contraffazione     Altro
                                               frazioni   tarantine
                nn.        21          2          10          5                        1
                                 ESEMPLARI POST RIDUZIONE PONDERALE (275-212 a.C.)


                nn.        18                     35                     5

                                   ESEMPLARI DEL PERIODO ANNIBALICO (212-209 a.C.)

                nn.                          1 (½ shekel)

                                                         ALTRO

                nn.                                                                               1 tessera


                  Non sono presenti i rari esemplari della fase incusa, ma i nominali della fase a doppio
            rilievo più antica ed altri inseriti nella recente monografia sulla monetazione di Taranto di Fi-
            scher Bossert , il cui inquadramento è stato meglio puntualizzato dallo stesso Autore . Inoltre,
                          1
                                                                                                  2
            il nucleo più cospicuo è rappresentato da nummi di peso ridotto.
                  Nella segnalata monografia è stata ricostruita la seriazione dei conî, dalla fase incusa fino
            al periodo di Pirro escluso, momento in cui si verificò una sensibile riduzione ponderale nella
            monetazione tarentina e non solo. L’ultima fase di attività dell’officina monetaria può essere
            compresa, approssimativamente, fra il 275 ed il 212 a.C. ca., tre anni prima che Taranto ve-
            nisse riconquistata dai Romani. In questo ultimo periodo, la zecca produsse un’ingente mole
            di monete sia in argento che in bronzo, segno che la polis, in qualità di alleata di Roma dopo
            la sconfitta alla fine della guerra pirrica, conservò una sua autonomia ed una vitalità produt-
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            tiva . Fra l’altro, proprio durante tale periodo è documentata la produzione di una notevole
            quantità di emissioni frazionarie, come si evince, fra l’altro, dal tesoretto rinvenuto a Taranto
            nel 1883 e recentemente edito , ricco di centinaia di esemplari di piccolo modulo. Poiché tale
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            ripostiglio è composto anche da un cospicuo numero di nòmoi di peso ridotto, è plausibile
            considerare un parallelo utilizzo di tali valute ed una conseguente comune datazione.



            LE MONETE DELLA zECCA DI TARANTO                                             G. Libero Mangieri
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