Page 280 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             FiG. 1 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Nòmos, di Taranto, serie campano tarantine, secondo
             quarto della prima metà del III sec. a.C. (cat. 34). © Mibact - CMP.



                   Fra gli esemplari più interessanti del nucleo in esame spiccano i cosiddetti campano-
             tarantini che presentano al diritto la testa femminile tipica della monetazione neapolitana ed
             al rovescio il cavaliere, unitamente alla leggenda TA o TAP, chiari riferimenti a Taranto. Essi
             probabilmente vennero coniati proprio nella zecca tarentina, per essere destinati ai mercati
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             settentrionali, ambiente in cui era più familiare la moneta della zecca di Neapolis .
                   Fra gli esemplari conservati al Museo di Parma, inseriti nel novero della zecca di Ta-
             ranto, figura una frazione, con al diritto la testina femminile ed al rovescio la ruota a quattro



































             FiG. 2 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Mezzo shekel coniato durante l’occupazione annibalica di
             Taranto, 212-209 a.C. (cat. 89). © Mibact - CMP.



             LE MONETE DELLA zECCA DI TARANTO                                             G. Libero Mangieri
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