Page 285 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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LE MONETE DELL’ANTICA PUGLIA
                NEL MEDAGLIERE DEL COMPLESSO MONUMENTALE DELLA PILOTTA




                  Il materiale numismatico custodito nel Medagliere del Museo Archeologico Nazionale
            di Parma annovera 77 monete emesse dai centri indigeni dell’antica Puglia. Nell’ambito della
            fruizione virtuale della suddetta raccolta numismatica si è effettuata una selezione del mate-
                                                                                               1
            riale, utilizzando criteri scientifici, che ha portato all’esposizione di 50 esemplari .
                  Si tratta di una selezione delle monete più significative emesse dagli antichi insediamen-
            ti indigeni facenti parte del territorio convenzionalmente attribuito ai Dauni, Peuceti e Mes-
            sapi, le tre popolazioni anelleniche che costituivano le ripartizioni “etniche” in cui si articola-
            vano gli Iàpyges . Risulta, tuttavia, sempre arduo stabilire con precisione i limiti del territorio
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            abitato da un ethnos. Nell’antichità, difatti, i confini non erano linee di demarcazione nette e
            invalicabili. Si trattava, bensì, di confini fluttuanti sia geograficamente che diacronicamente;
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            di zone fluide di contatto e di osmosi .
                  Fra le monete del Medagliere parmense figurano quelle prodotte dai centri dauni di Arpi
            (presso Foggia), Ausculum (Ascoli Satriano), Canusium (Canosa), Hyrium (Vieste), Luceria
            (Lucera), Salapia (presso il lago di Salpi), Teate (Pezza della Chiesa, presso S. Paolo Civitate),
            Venusia (Venosa). Queste ultime emissioni sono generalmente datate tra fine IV e III secolo
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            a.C. . Solo Arpi, Canusium e Teate adottarono un sistema bimetallico in argento e in bronzo.
            Le altre zecche limitarono la produzione esclusivamente al bronzo. Le coniazioni in argento
            avrebbero risentito, nella scelta dei tipi e del sistema ponderale, dell’influsso greco-italiota.
            Presso il Medagliere sono conservati anche un obolo in argento emesso da Arpi ed uno co-
            niato da Canusium (fig. 1). Da sottolineare la forte analogia fra quest’ultima serie canosina e
            quella argentea del centro peuceta di Rubi che presenta, pedissequamente, gli stessi tipi: sul
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            dritto un cratere  fra astro e oinochoe, sul rovescio una lira a tre corde.































            FiG. 1 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Canusium, obolo, c. 300-250 a.C. (cat. 21). Fuori scala.
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            MONETE DELL’ANTICA PUGLIA                                                         S. Montanaro
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