Page 289 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE 287
FiG. 7 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Orra, c. 250-225 a.C. (cat. 30). Fuori scala. © Mibact - CMP.
nel sestante con testa di Athena/ Nike alata, in moto, con trofeo: una raffigurazione non sim-
bolica del trofeo, costituito da un elmo corinzio e corazza anatomica con pterugi.
La produzione monetale di Barium va dal sestante alla semuncia secondo il sistema ro-
mano. La tipologia di tali serie è unica, costante e di ispirazione romana; difatti, sul rovescio
è presente la prua. Questo tipo presenta caratteristiche contraddistintive, ossia l’akrostolion
con la spirale volta verso l’interno, il corvus fulcrum e la piattaforma da combattimento.
Si segnala anche la presenza di un sestante, attribuito alla zecca di Mateola (fig. 6).
L’effigie rappresentata sul rovescio di questa emissione di Mateola, ovvero il leone seduto a
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destra con lancia tra le fauci, è presente sulle once prodotte da Venusia del 210 a.C. . Sia
il leone di Mateola che quello di Venusia sono seduti e presentano lo stesso atteggiamento,
unica differenza è che il leone di Venusia è volto a sinistra anziché a destra; per il resto la
somiglianza è sorprendente. L’attribuzione a Mateola di alcuni esemplari in bronzo dal se-
stante alla semuncia, che presentano sul rovescio il monogramma MAT in nesso, è piuttosto
complessa. Una conferma dell’esistenza di una popolazione, che faceva parte della regione
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storica dell’Apulia, è fornita da Plinio, il quale inserisce fra gli Apuli i Mateolani . Recenti
studi effettuati sull’iconografia e sui dati di rinvenimento, inoltre, sembrerebbero indicare
l’area d’emissione di tali esemplari collocata tra Gravina (Sidíon-Silvium), Venosa (Venusia),
Altamura e Lucera (Luceria). Ciò sembrerebbe deporre a favore dell’attribuzione di tali mo-
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nete al centro antico di Matera piuttosto che di Mottola .
Fra gli esemplari delle zecche messapiche presenti nel Medagliere vi sono, infine, le
monete in bronzo di Brundisium (Brindisi), Graxa (Egnazia, nei pressi di Fasano), Orra 30
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(Oria) (fig. 7) e Uxentum (Ugento). Le produzioni di Brundisium, Graxa e Orra nascono
nel corso del III secolo a.C. in concomitanza con la crescente presenza romana in Messapia.
Impiegano un sistema di pesi aderente a quello vigente a Roma ed il segno di valore per
distinguere i nominali. Per Brundisium si riconoscono diverse fasi di produzione contraddi-
stinte da una progressiva riduzione dei pesi, da una standardizzazione dei tipi e da un’ampia
gamma di nominali, non sempre emessi insieme, dal semisse all’ottavo di oncia .
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Per quanto concerne, infine, la zecca di Uxentum vi sono due proposte cronologiche
differenti per la serie con etnico AO e quelle OIAN. La prima serie è datata ai decenni finali
del III sec. a.C. oppure al 150-125 a.C. . Per le serie, invece, con OIAN si indicherebbe
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un inquadramento nell’ambito del II secolo a.C. , altra proposta di datazione è riferibile al
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125-90 a.C. .
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STEfANIA MONTANARO
MONETE DELL’ANTICA PUGLIA S. Montanaro

