Page 286 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
P. 286

284                                              Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE































             FiG. 2 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Arpi, c. 325-275 a.C. (cat. 2). Fuori scala. © Mibact - CMP.



                   Le produzioni in bronzo presentano due scelte tipologiche e ponderali differenti che
             testimoniano sia l’influenza romana, come nel caso di Luceria, Teate e Venusia — che uti-
             lizzano un sistema ponderale “italico-romano” con indicazione del valore — sia l’influenza
             greca, con l’impiego del sistema ponderale “greco” senza indicazione del valore da parte di
                                                              6
             Arpi, Ausculum, Canusium, Hyrium e Salapia .
                   Ad Arpi la scelta dei tipi denota un’adesione ai modelli greci , come nel caso della rap-
                                                                                  7
             presentazione del cinghiale con punta di lancia che rimanderebbe al mito del cinghiale di Ca-
             lidone  (fig. 2). Da segnalare la presenza su alcune serie di Arpi e Salapia di due nomi, Pyllos
                    8
             e Dazos . Parente sostiene che questi due personaggi avrebbero giocato un ruolo politico di
                      9
             primaria importanza negli eventi dei centri indigeni e che fossero esponenti dell’élite locale .
                                                                                                           10
                   Le emissioni in bronzo delle due colonie latine di Luceria e Venusia rientrano nell’or-
                                                                                              11
             bita delle serie romane, senza rinunciare però a qualche particolarità tipologica . Luceria era
             stata la principale base romana in questa regione sino al 212 a.C. Successivamente al 210,
             le truppe romane si stabilirono a Venusia. L’attività monetaria di quest’ultima zecca sembre-
             rebbe, secondo Siciliano, strettamente connessa alle sue condizioni di colonia latina e alle
             vicende belliche del III secolo a.C., nel corso del quale Venusia produsse unicamente monete
             in bronzo, in quantità relativamente limitata .
                                                           12
                   Nella raccolta del Museo figurano, inoltre, alcuni esemplari emessi dai centri peuceti di
             Azetium (Castiello, nei pressi di Rutigliano), Barium (Bari), Butuntum (Bitonto), Caelia (Ce-
             glie del Campo), Mateola (Matera o Mottola?) e Rubi (Ruvo di Puglia) . Si tratta di monete in
                                                                                     13
             bronzo, ad eccezione dell’unico esemplare argenteo appartenente alle serie di oboli emessa
             da Rubi. Queste ultime si differenziano tipologicamente dai dioboli coniati dalla stessa zecca
             di Rubi ispirati all’ambiente magnogreco, ricollegandosi a tipi monetali degli oboli, stretta-
                                                                    14
             mente connessi con le produzioni indigene di Caelia  e Canusium .
                                                                                   15
                   Anche in questo caso la produzione bronzea, che prende avvio nel corso del III secolo
             a.C. , appare episodica e piuttosto marginale, legata a due scelte tipologiche e ponderali
                 16
             diverse. Quella greca, senza l’indicazione del valore, adottata a Azetium, Butuntum, Rubi;
             quella romana, con l’indicazione del valore, presente a Barium, Caelia e Mateola.
                   Lo studio condotto sulle monete coniate da Azetium e Butuntum ha evidenziato uno
             scenario simile per entrambi i centri, che sembrano adottare iconografie per lo più rapporta-
             bili a prototipi metapontini, nella serie di Butuntum con Athena/ Spiga  (fig. 3), e tarantini,
                                                                                       17
             ad Azetium con Athena/ Civetta su colonna ionica .
                                                                 18
                   Interessante, sempre dal punto di vista tipologico, risulta essere la serie di Rubi con
                                                                              19
             testa imberbe laureata di Herakles/ clava, arco e faretra (fig. 4) . A un attento esame si vede,


             MONETE DELL’ANTICA PUGLIA                                                         S. Montanaro
   281   282   283   284   285   286   287   288   289   290   291