Page 267 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE                                               265


































            FiG. 3 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Capua, semuncia, dopo il 216 a.C. (cat. 15). Fuori scala.
            © Mibact - CMP.



                  L’unico esemplare di Compulteria, inquadrabile tra il 265 e il 240 a.C., è anch’esso in
            bronzo e presenta al dritto una testa di Apollo con l’etnico in caratteri oschi e al rovescio il
            toro androcefalo coronato da una Vittoria con le lettere I∑ tra le zampe: anche in questo caso,
            i tipi rimandano a quelli utilizzati nei bronzi di Neapolis, visto che alcune serie presentano le
            stesse lettere al rovescio.
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                  Tutt’altri sono i tipi utilizzati dalla zecca di Cumae , attiva tra i primi anni del V secolo e
            l’inizio del IV secolo a.C. . L’esemplare in argento, dal valore di un didrammo, è ascrivibile a
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            un periodo compreso tra il 420 e il 385 a.C. e presenta al dritto una testa di Ninfa, mentre al
            rovescio sono ben visibili una conchiglia, un mitile e un chicco di orzo con l’etnico da sinistra
            verso destra.
                  L’attribuzione di questa emissione è stata a lungo dibattuta ed è stata proposta una sua
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            datazione in una fase successiva all’occupazione della città da parte dei Sabelli .
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                  Un altro didrammo si configura come l’unico esemplare attribuibile ai Fenserni , una
            comunità la cui ubicazione è ancora incerta. Di questa moneta risalta la scelta dei tipi: al
            dritto Hera Lacinia rappresentata frontalmente e ornata con corona e collana; sull’altro verso
            una rara raffigurazione di Bellerofonte mentre cavalca il cavallo alato Pegaso, nell’atto di tra-
            figgere una Chimera con una lancia (tav. II). Gli studiosi hanno evidenziato come esemplari
            della stessa emissione siano stati realizzati adoperando conî di dritto usati anche per battere
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            monete di Turi e di Hyria , elemento che consente di identificare una forma di cooperazio-
            ne nella produzione di moneta e che dunque confermerebbe l’esistenza di una Lega Italiota
            intorno al 395 a.C. così come citato dalle fonti letterarie .
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                  Anche i due esemplari di Hyria sono didrammi : questi presentano al dritto la testa
            di Athena, caratterizzata dalla presenza di un elmo attico decorato con ramo d’olivo e civet-
            ta, rispettivamente nel primo caso volto a destra e nel secondo a sinistra. Entrambe hanno
            al rovescio il tipo del toro androcefalo con l’etnico in caratteri oschi, e cronologicamente si
            collocano in una fase compresa tra il 405 e il 385 a.C. Anche in questo caso l’abbondante
            produzione di moneta presenta degli incroci dei conî di dritto con emissioni di altre zecche,
            e in particolare con quelle dei Fenserni, di Nola e di Neapolis . Resta incerta la dislocazione
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            del centro, sebbene proprio i legami con le emissioni di altre officine lasciano ipotizzare una
            sua posizione nell’area della Campania meridionale .
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                  A queste fanno seguito le monete del gruppo maggiormente rappresentato: si tratta
            degli esemplari di Neapolis in argento e bronzo . Quelli in metallo prezioso spaziano in un
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            MONETE DELLA CAMPANIA ANTICA                                                         F. Carbone
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