Page 349 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE                                               347



            LAWRENCE R.h. 1883, Medals by Giovanni Cavino, the Paduan, New York.
            MARTINI R. (CUR.) 2001, Caesar Augustus. Collezione Veronelli di monete di bronzo: catalogo
                  critico, Milano.

            MARTINI R., JOhNSON C. 1989, Milano, civiche raccolte numismatiche. Le medaglie sec. XVI. Ca-
                  vino, “Bollettino di Numismatica”, Monografia n. 4, Roma.

            RIC I  = SUThERLAND C.h.V, CARSON R. A. G., The Roman Imperial Coinage, vol. I Revised edi-
                  2
                  tion, 1984.
            RIC IVc = MATTINGLy h., SyDENhAM E.A., SUThERLAND C.h.V. (CURR.), The Roman Imperial Coinage,
                  vol. IV, part. III, 1949.







                                                         NOTE



            1  Cfr. PODINI 2013, pp.11-15. Per una storia dettagliata del Medagliere e del Museo si rimanda anche ai con-
            tributi di Maria Cristina Burani nel primo volume.
            2  Solo per una piccola parte del materiale posseduto invece è possibile ricostruire con precisione il luogo
            di provenienza e quindi legare le monete ad un determinato contesto storico-archeologico, altrimenti irri-
            mediabilmente perduto.
            3  Lopez praticò la politica degli scambi con grande disinvoltura in quanto il regolamento interno del Mu-
            seo consentiva di scambiare i pezzi doppi senza dover interpellare le autorità locali. Questo permise di
            accrescere la collezione del Museo, ma anche di disperdere esemplari, magari separandoli da altri con il
            medesimo contesto di provenienza. Cfr. PARENTE 2002, p. 433.
            4  Su questo punto è necessario ricordare che il materiale entrato a far parte della collezione del Museo Ar-
            cheologico di Parma è stato sottoposto a diverse selezioni dal momento del recupero in scavo all’ingresso in
            Medagliere. Talvolta il materiale, una volta scavato veniva subito recuperato dal Museo, oppure donato da
            chi lo ritrovava, ma nella maggior parte dei casi il materiale proveniva dall’acquisto di collezioni nelle quali
            era entrato in seguito a selezioni sicuramente molto attente. La scelta degli esemplari inoltre continuava
            anche dopo l’ingresso delle monete nel Medagliere, come dimostrano i frequenti scambi di doppioni e la
            decisione di Lopez di fondere i pezzi qualitativamente meno belli. Questo tipo di conduzione della colle-
            zione poteva portare a scambiare esemplari esteticamente meno significativi, ma più importanti dal punto
            di vista storico archeologico perché legati ad un contesto di rinvenimento preciso.
            5  Per comprendere il poco conto in cui venivano tenuti questi pezzi basta ricordare, a titolo di esempio, che
            in una lettera dell’11 giugno nel 1835 al Presidente dell’Interno, l’allora direttore del Museo Michele Lopez
            chiede di poter fondere 1380 monete antiche di bassa qualità per creare “240 pallini di rame per i tiratoj
            del nuovo stipo esistente per le medaglie”. Si trattava con ogni probabilità di monete imperiali e medievali
            particolarmente consunte, considerate perciò pezzi “indegni di essere conservati” e quindi da scartare (Mu-
            seo Archeologico di Parma - Direzione Lopez - Lettere di Governo 1836). Lopez aggiunge che anche Pietro
            De Lama, suo predecessore, era solito comportarsi nel medesimo modo. Un fatto del genere sarebbe, per
            fortuna impensabile al giorno d’oggi, ed è significativo per capire la mentalità ottocentesca sottesa alla for-
            mazione della collezione. Cfr. PARENTE 2002, pp. 423-424.
            6  Per quanto riguarda gli scavi di Veleia e la Tabula Alimentaria è opportuno confrontare anche il contributo
            di M. C. Burani, Gli scavi di Veleia e la formazione del primo nucleo del Medagliere di Parma, nel primo
            volume.
            7  Cfr. RIC IVc, pp. 65-66.
            8  Il calcolo è stato condotto incrociando una ricognizione preliminare della raccolta con alcuni dati prove-
            nienti dal vecchio schedario cartaceo, senza quindi effettuare un’attenta analisi degli esemplari e una cata-
            logazione puntuale che potrebbe portare all’esclusione di esemplari falsi o catalogati in modo impreciso.
            9  Con collezione imperiale ci si riferisce, in questa sede, alla raccolta delle monete emesse dall’autorità im-
            periale romana a partire dalla riapertura della zecca di Roma tra il 28 e il 27 a.C. da parte di Augusto fino
            alle emissioni dall’impero d’Oriente precedenti alla riforma monetaria di Anastasio. Sono state però escluse
            dal computo le monete provinciali considerate più vicine all’ambito greco.



            LE MONETE IMPERIALI ROMANE. LA DINASTIA GIULIO CLAUDIA                               A. Biasion
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