Page 45 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI 43
NOTE
1 MARINI CALVANI 1984.
2 CRINITI 1988-1989, pp. 19-20, anche per notizie di dettaglio sulla scoperta della Tabula e le prime ricerche
a Veleia.
3 Conservata nell’Archivio Stampe e Disegni del Museo Archeologico Nazionale di Parma. Di essa furono fatte
anche alcune copie in bianco e nero dal Bossi. Una di esse si può vedere nel volume miscellaneo di BERTIOLI,
Antichit(à) Veleiat(i), Parma ante 1806, f. 141 ms. V* I-20212 conservato nella Biblioteca Palatina di Parma.
4 Decreti e Rescritti Sovrani, vol. VIII, p. 153, ms. Archivio di Stato di Parma. Sulle motivazioni di questa
scelta vedi CRINITI 1988-1989, p. 20. A lui furono comunque affiancati il pittore Giovanni Permòli “disegna-
tore dei Regii scavi di Macinesso” e i nobili piacentini A. Martelli e G. Nicelli “regii commissarii alla dire-
zione degli scavi”. Questi ultimi furono in realtà i veri responsabili dell’iniziativa, in quanto rispondevano
direttamente al Segretario di Stato, talvolta anche all’insaputa del Canonico, come prova la fitta e regolare
corrispondenza intercorsa tra di loro (Cfr. CRINITI 1988-1989, p. 20).
5 In data 3 ottobre 1863 Paciaudi scriveva ad un amico rimasto anonimo “non si vedono più statue, non più
iscrizioni, non più pitture…” (Cfr. CRINITI 1997, p. 145).
6 RICCOMINI 1979, p. 13.
7 Sulle ricerche nel municipium di Luceria, cercato sulla base di una vaga indicazione di Tolomeo (PTLOM.
III, 1,42), e identificato proprio in base ai risultati di questi scavi nella zona dell’attuale Ciano d’Enza, si
veda il Calendario di Corte 1777; DE LAMA 1824 A, p. 157 e CORRADI-CERVI 1937.
8 Nel 1779 fu ripreso, tra l’altro, lo scavo della struttura circolare portata in luce quattordici anni prima. Un
rilievo del 1780, oggi conservato all’Archivio di Stato, illustra con molta evidenza l’irrimediabile compro-
missione dello sviluppo planimetrico a causa degli smottamenti, innescando quella diatriba sulla sua reale
destinazione d’uso (anfiteatro o castellum aquae?) che ancora sussiste tra gli studiosi (Cfr. MARINI CALVANI
1975, p. 21, tav. V; CATARSI DALL’AGLIO 2000, pp. 159-160).
9 PIGORINI 1869, p. 21.
10 Anche se i visitatori stranieri del Ducato preferivano concentrarsi sui dipinti del Correggio, tra coloro che
si spinsero a visitare i frammenti della tabula alimentaria a Piacenza presso il Costa o le rovine di Veleia
nell’Appennino piacentino o ancora il Museo a Parma figurano l’amburghese J. J. Volkmann (1757-58),
l’archeologo J.C.R. De Saint- Non (agosto 1761), il duca di York (1764) per il quale venne apprestata anche
una mostra estemporanea di reperti a Parma, lo storico E. Gibbon (1864), lo scienziato J. J. Lefrancais de
Lalande (1765) (Cfr. CRINITI 1997, pp.144 -145 con bibl.).
11 Ben evidenziano la sua posizione e il suo pensiero le seguenti parole “ quali agitazioni, qual disordi-
ne…..dove si crede…..che tutti gli uomini e debbano e possano essere uguali, tutti i beni comuni; dove si
cerca di persuadere che la moltitudine basta a se stessa e non ha bisogno di alcuno che la governi: dove si
predica che ogni proprietà è una usurpazione, ogni padrone un tiranno” (RICCOMINI 1979, p. 14).
12 PIGORINI 1869, p. 20.
13 DE LAMA 1824 A, p. 9; PIGORINI 1869, p. 18.
14 Era nato il 7 luglio 1760 a Colorno da una famiglia di origini spagnole, come lui stesso asserisce in una
lettera del 12 luglio 1819 al Rev. Gio. Battista Basetti in MANPr, Archivio De Lama, Lettere di privati.
15 MANPr manoscritti nn. 2, 3, 4, 5, 6, 7, 74, 76, 77.
16 MANPr manoscritti nn. 1 e 10.
17 Su questo travagliatissimo periodo del Museo si veda PIGORINI 1869, pp. 24-28, la cui fonte principale fu un
diario scritto dallo stesso De Lama, conservato nell’archivio del Museo (MANPr ms. 29) e intitolato Notizie
del Museo Parmense.
18 Per ritardare l’esecuzione dell’ordine si finse perfino malato (PIGORINI 1869, p. 25).
19 Entrarono nelle collezioni museali in quel periodo ad es. quattordici mattoni bollati dal territorio veleiate,
donati dai fratelli Bertioli e quarantadue “figurine votive, e vasi ad usi sacri e domestici” regalati dal Porta
(PIGORINI 1869, p. 29).
20 Conservati nell’Archivio Storico del Museo (Mss. 61,79,82 e 78 in cinque volumi), sono stati di recente
oggetto di consultazione da parte di studiosi interessati ai viaggiatori del Grand Tour (cfr. in particolare
RICCOMINI 2003). Di altri viaggi di minore entità e di escursioni alpine lasciò invece descrizione nelle Lettere
Odeporiche, raccolte in due volumi e conservati, come i precedenti, nell’Archivio storico del Museo di Parma.
21 Al proposito De Lama il 22 marzo 1816 scriveva all’amico conte Giacomo Sanvitale “sono ritornati li
bronzi di Velleia” (PIGORINI 1869, p. 29).
22 PIGORINI 1869, p. 30.
BREVE STORIA DEL MUSEO ARChEOLOGICO DI PARMA M. Catarsi

