Page 41 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                             39



                  Le collezioni rimaste vennero quindi esposte nelle nuove sale approntate dall’arch.
            Pancaldi secondo una visione “a cannocchiale”, in gran parte ancora conservata: al piano
            nobile dell’Istituto trovarono così posto i materiali di collezione, egizia, greca ed etrusca e
            i materiali veleiati. In particolare il ciclo statuario veleiate trovò posto nella sala, affrescata
            nel soffitto a encausto dal pittore di corte Scaramuzza al posto del Medagliere, che a sua
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            volta fu spostato e allestito, con la consulenza del Panvini Rosati  in due sale, una aperta al
            pubblico con 10 vetrinette incassate nei muri in cui erano esposti, oltre una campionatura
            delle principali emissioni greche, magnogreche e romane, le monete del tesoretto di Parma
            via Mazzini recuperato nel 1962 e le medaglie e monete della zecca di Parma comprensive
            delle medaglie farnesiane, mentre nella seconda saletta chiusa al pubblico, ma aperta sep-
            pure con le cautele del caso agli studiosi erano custodite in 11 armadi le monete greche,
            romane, medievali oltre alle medaglie e ai punzoni della zecca parmense e ad alcuni pezzi
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            di oreficeria non esponibili .
                  Il piano inferiore, raggiungibile mediante una lunga scalinata, era invece riservato alla
            presentazione  dei  materiali  recuperati  localmente:  nell’ala  sinistra  quelli  preistorici,  frutto
            per lo più delle ricerche ottocentesche del Pigorini e dello Strobel, con l’aggiunta di qualche
            reperto significativo recuperato dal Mariotti (es. i pugnali a manico fuso dell’età del Bronzo
            antico da Castione Marchesi, fig. 7), nella destra le collezioni romane con una prima sala
            dedicata all’esposizione delle epigrafi dal territorio, una seconda sala a quelle dalla città, un
            corridoio con quattro cippi miliari e una grande sala con un esemplificazione di materiali
            architettonici, musivi (fig. 8) e esempi di statuaria.
                  Una guida a stampa del Museo edita a Parma nel 1965 ben illustra questo tipo di espo-
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            sizione rivelatasi superata nell’arco di un ventennio .
















































            FiG. 7 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa. Pugnali del Bronzo Antico da Castione Marchesi (PR). © Mibact - CMP.



            BREVE STORIA DEL MUSEO ARChEOLOGICO DI PARMA                                         M. Catarsi
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