Page 39 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                             37



            tra tutti l’abbattimento della cinta muraria farnesiana, fossero motivo di ritrovamenti di gran-
            de interesse. Oltre gli scavi a Veleia, la sua fama di archeologo è legata unicamente agli scavi
            compiuti nella terramara di Parma nel 1907 in occasione del Congresso per il Progresso delle
            Scienze di Bologna (fig. 4). Più che alla tutela, regolamentata a livello nazionale dalla legge
            Nasi del 1902 e dal decreto del 17 luglio 1904 n. 431, che istituiva le Soprintendenze di cui
            passò a far parte, o a nuove ricerche sul campo, i suoi interessi furono volti, infatti, alla valo-
            rizzazione e alla promozione del Museo, che durante i suoi 58 anni di mandato, si estese ad
            occupare gli ambienti superstiti del Superiore Tribunale di Revisione e si arricchì di impor-
            tanti collezioni etnografiche e medievali, che finirono per snaturare la vocazione strettamente
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            archeologica dell’Istituto delle origini  (fig. 5).

            La II guerra mondiale e le ricerche di Monaco nei castellieri
                  Nel Museo gli anni che seguirono la direzione del Mariotti, videro avvicendarsi una serie
            di direttori (Pietro Barocelli dal luglio 1933 al 1934 e passato poi alla direzione del Museo
            Pigorini di Roma; Quintavalle 1934-1937), alcuni dei quali facenti funzione, che non portaro-
            no contributi significativi alla storia e alle collezioni dell’Istituto fatta eccezione per Giorgio
            Monaco (1937-1954) che era entrato per concorso nei ruoli dell’Amministrazione delle Anti-
            chità e Belle Arti dopo aver conseguito una laurea in storia presso l’Università di Genova e
            aver seguito i corsi della Scuola Archeologica Italiana a Roma e Atene. Tra i soci fondatori del
            Comitato di Studi Preistorici dell’Emilia occidentale, promosse ricerche in Appennino volte
            all’esplorazione dei cosiddetti castellieri, primo tra tutti quello di Città d’Umbrìa da lui consi-
                                                                                                 58
            derati roccaforti delle tribù liguri in opposizione all’avanzata dei legionari romani .
















































            FiG. 5 – Il Museo nei primi decenni del Novecento: sala delle terrecotte e delle maioliche.



            BREVE STORIA DEL MUSEO ARChEOLOGICO DI PARMA                                         M. Catarsi
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