Page 35 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
P. 35

Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                             33



                  Alla morte di Maria Luigia, avvenuta nel dicembre 1947, la città di Parma contava circa
            41.500 abitanti e il Museo grazie alla munificenza ducale e all’opera incessante ed oculata
            del Lopez conservava ben 615 monumenti di architettura, 568 sculture o frammenti di esse,
            56 frr. di pittura, 31.719 monete o medaglie (comprensive di duplicazioni e conî e punzoni),
            1496 pezzi di glittica, 459 epigrafi, 448 vasi, 1176 oggetti di scenografia (relativi cioè alla ca-
            tegoria odierna dell’instrumentum), 130 materiali del Medio evo o moderni, 72 manoscritti,
            86 tra stampe e disegni e 1460 libri.


            Il  ritorno  dei  Borboni,  il  Regno  d’Italia  e  la  formazione  delle  collezioni
            preistoriche

                  Il 23 marzo 1849 con la sconfitta di Novara si chiudeva la prima guerra d’Indipendenza, il
            Ducato fu riaffidato ai Borboni e Ferdinando Carlo salì al trono il 14 maggio con il nome di Car-
            lo III. Cosmopolita e mondano, il giovane Duca cercò di modernizzare lo Stato aggiornando gli
            insegnamenti accademici, promuovendo la costruzione della ferrovia Bologna-Milano e di quella
            verso Pontremoli e riformando il sistema postale con l’introduzione dei primi francobolli. Le
            spese esorbitanti per la Corte e per l’esercito (ampliato a 8000 unità) assieme all’istituzione della
            Lega Doganale con Modena e l’Austria (9 agosto 1852), scontentarono tuttavia possidenti e bor-
            ghesi di idee liberali. I conflitti politici scoppiati in città quasi quotidianamente culminarono con
            l’assassinio del Duca stesso il 26 marzo 1854. La vedova Luisa Maria assunse quindi la reggenza
            per il piccolo Roberto I improntando la sua gestione di governo sull’efficienza amministrativa.
                  Vennero sostituiti i ministri precedenti con persone capaci e votate all’interesse pubbli-
            co, abrogati la coscrizione del 1853 e il prestito forzoso, ridotte le truppe a circa 1500 effettivi,
            riorganizzate le scuole superiori, riformata l’Università e incentivati gli studi storici locali. In
            cinque anni, senza rinunziare a opere pubbliche, come il risanamento dell’Oltretorrente e
            la creazione delle case popolari di via della Salute, la Duchessa riuscì a contenere il debito
            pubblico a scapito però degli istituti culturali ai quali vennero drasticamente ridotti i finan-
            ziamenti, cosa questa che ebbe gravi ripercussioni sia sulla gestione ordinaria del Museo sia
                                                 43
            sull’incremento delle sue collezioni . Pigorini (tav. VII), entratovi sedicenne nel 1857 come
            allievo del Lopez, e da lui avviato allo studio della numismatica e della sfragistica, lavorò gra-
            tuitamente prima di poter usufruire di borse di studio che, seppure modeste, gli consentirono
                                                                                         44
            di compiere alcuni viaggi nella penisola per completare la sua formazione .
                  La dura reazione ai moti del 1854 rese comunque impopolare la Duchessa, contro la
            quale si verificarono attentati e sommosse, che la costrinsero ad abbandonare i territori del
            Ducato nel giugno 1859.
                  L’adesione entusiastica nel 1861 al Regno d’Italia, muterà ben presto in scontento quan-
            do si manifesteranno gli svantaggi derivanti a Parma, dall’aver perso il ruolo di piccola capi-
            tale e, con esso, quelle importanti attività amministrative, economiche, militari e di rappre-
            sentanza che ruotavano intorno alla Corte ducale . La città venne spogliata ancora una volta
                                                               45
            dei suoi beni artistici, che concorsero ad arredare i palazzi dei nuovi poteri . Proprio nel
                                                                                             46
            momento in cui le varie realtà locali cercavano di affermare il proprio peso politico nell’am-
            bito della nuova organizzazione statale, anche col recupero del proprio patrimonio culturale
            e la creazione di Musei Civici , il Museo di Parma, persa l’autonomia, venne a dipendere dal
                                          47
            Dicastero dell’Istruzione Pubblica.
                  Dai carteggi relativi gli ultimi anni della Direzione Lopez si rileva inequivocabilmente
            come fosse aumentata, di anno in anno in maniera esponenziale, la burocrazia e come i fi-
                                                                         48
            nanziamenti pubblici fossero divenuti del tutto insufficienti .
                  Nell’Italia unita le collezioni del Museo furono implementate perciò unicamente grazie
            alle ricerche avviate da Pigorini, sullo scorcio del 1860, nei siti terramaricoli. Nonostante
                                                                                     49
            Lopez non vedesse di buon occhio i nuovi interessi del giovane allievo , che fino a quel mo-
            mento si era applicato diligentemente sotto la sua guida allo studio della numismatica e della
            sfragistica , sarà proprio grazie ad esse che il Museo riceverà nuova linfa, inizierà una nuova
                       50
            stagione e verrà a trovarsi al centro del dibattito scientifico internazionale. I materiali della
            sua sezione paletnologica (tav. VIII e fig. 3), allestita nel 1865 con finanziamenti ordinari, ver-
            ranno richiesti, infatti, nello stesso anno per l’Esposizione Internazionale delle Arti a Londra



            BREVE STORIA DEL MUSEO ARChEOLOGICO DI PARMA                                         M. Catarsi
   30   31   32   33   34   35   36   37   38   39   40