Page 33 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                             31



            21 luglio sempre la Duches-
            sa, dando inizio alla prassi di
            dotare il Museo di tre esem-
            plari  in  metalli  diversi  delle
            medaglie  celebrative  delle
            grandi  opere  realizzate  nel-
            lo Stato, donò “La collezione
            delle medaglie in oro, argen-
            to e bronzo coniate per la so-
            lenne collocazione della pie-
            tra augurale del ponte sulla
            Trebbia”.
                  I donativi, costituiti so-
            prattutto da medaglie, mone-
            te, sigilli ma anche da libri e
            manoscritti  relativi  a  zecche
            italiane  continueranno,  con
            una media di 3/5 doni all’an-
            no,  ininterrottamente  fino
            alla  fine  della  direzione  del
            Lopez nel 1866.
                  Dal  Registro  degli  Ac-
            quisti  siamo  inoltre  edotti
            dell’erogazione  di  cospicui       FiG. 2 – Museo archeoloGico NazioNale, ParMa, archivio sTorico. Tavola degli
            finanziamenti ducali straordi-      Scavi fatti nei dintorni di S. Ulderico in Parma durante l’anno 1844 per
                                                riscoprire le rovine di un’antico Teatro. © Mibact - CMP.
            nari, che consentirono rispet-
            tivamente tra gli anni 1828 e
            1833 la creazione di una collezione di vasi greci ed italici e tra il 1830 e 1832 di una raccolta
            di materiali egizi di pregio (tav. VI), che per la sua formazione si poté avvalere della consu-
            lenza del Rosellini con cui Lopez era in stretto contatto.
                  Sempre grazie a finanziamenti straordinari venne reso possibile l’acquisto di diversi meda-
            glieri privati, talora anche di una certa consistenza quali ad esempio quelli di monsignor Bene-
            detto Bissi di Piacenza di circa 4000 esemplari coniati “nelle zecche di questi ducati” comprato
            tra gli anni 1833-1840 con una spesa di Lire nuove 12.000; del Rossini di Parma nel 1835 di 379
            pezzi acquistato per L. 631,63 (mentre nello stesso anno per dono del De Castiglioni di Milano
            vennero acquisite gratuitamente altre 140 “monete tra antiche e moderne di bronzo”); del Caccia
            di Cremona nel 1836 (1386 esemplari costati L. 5.500) ; del Beffa di Mantova nel 1838 (368 pezzi
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            per un valore di L. 3200); del Bonucci di Roma nel 1839 (488 pezzi con una spesa di L. 1500);
            dello Strozzi di Firenze, fondatore nel 1868 del Periodico di Numismatica e Sfragistica (3000
            monete in massima parte esemplari greci delle serie italiche, magnogreche e siceliote nel 1840).
                  Il continuo cospicuo incremento del Medagliere, cui maggiormente erano indirizzati gli
            interessi scientifici del Lopez, renderà necessario nel 1843 la realizzazione di una sala più
            capiente, resa più bella dall’inserimento nel pavimento di un mosaico proveniente da una
            villa romana scoperta nel 1833 a Pontenure, e nel soffitto da affreschi ad encausto realizzati
            nel 1845 dal pittore di corte Francesco Scaramuzza di cui Lopez stesso scelse il soggetto : il
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            trionfo dell’Archeologia, tondi con i busti dei maggiori studiosi dell’epoca nelle quattro disci-
            pline in cui si riconosceva la scienza dell’epoca (Lanzi per l’Etruscologia, Winckelmann per
            l’Archeologia greca, Visconti per la romana e Champollion, per l’Egittologia), paesaggi con le
            maggiori scoperte caratterizzanti le singole branche della disciplina affiancati da ottagoni in
            cui amorini ignudi reggono i materiali del Museo afferenti alle diverse collezioni.
                  Le cure per il Medagliere, di cui tenne sempre aggiornata la classificazione in modo
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            esemplare e che gli valse il plauso dei contemporanei , non gli impedirono tuttavia di occu-
            parsi dell’area archeologica di Veleia, di cui acquisì al Demanio dello Stato nuove porzioni di
            terreno e curò soprattutto tra gli anni 1842 e 1847 i restauri , e ancora di effettuare recuperi
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            e scavi veri e propri in città .
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            BREVE STORIA DEL MUSEO ARChEOLOGICO DI PARMA                                         M. Catarsi
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