Page 240 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 12-2018
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                         -  la seconda fase è rappresentata dalla prima commercializzazione, ovvero, in


                            termini penali, dalla prima fase di ricettazione: i beni archeologici sottratti

                            al patrimonio indisponibile dello Stato, possono essere trasferiti dai tomba-

                            roli a:

                            •   il destinatario finale;

                            •   soggetti che svolgono le funzioni di referenti per quella determinata area

                                geografica (c.d. referenti di zona): raccolgono il “prodotto archeologico”

                                dai vari gruppi di tombaroli che operano nel proprio territorio e provve-


                                dono a smerciare i beni o direttamente al destinatario finale o, per i reperti

                                di maggiore pregio, attraverso trafficanti nazionali ed esteri;

                         -  la terza fase (eventuale) è rappresentata dall’esportazione illecita che riguarda,

                            soprattutto, i beni di maggiore rilevanza e pregio storico-artistico. Non tutti

                            i trafficanti hanno accesso al mercato internazionale che, sicuramente, è più

                            redditizio di quello interno; solo alcuni dispongono delle competenze, dei


                            contatti e delle risorse necessari per operare questo “salto di qualità”.



                     b. Antiquariato


                         Sono stati recuperati 7.606 beni antiquariali, archivistici e librari, di cui 860

                         dipinti e 788 sculture, beni notoriamente più ricercati dai collezionisti. I beni

                         culturali  ecclesiastici recuperati, invece, ammontano a 524 e sono 182 gli eventi


                         di furto (-15,3 rispetto al precedente periodo di rilevamento) che hanno riguar-

                         dato luoghi di culto e relative pertinenze (43,43 % del totale). I beni d’antiqua-

                         riato  di  natura  religiosa  rappresentano  un’alta  percentuale  del  patrimonio

                         culturale complessivo nazionale e i luoghi di culto cattolico sono quelli dove è

                         maggiore il rischio di furto. I beni che più spesso vengono rubati sono cande-

                         lieri, reliquari, calici, crocifissi: tutti oggetti di facile occultamento e trasporto.

                         Gli autori di queste tipologie di furti sono, normalmente, ladri di bassa caratura







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