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usi, fuorchè in compra di libri, perché potendo accadere, che sia necessaria qualche som-
ma considerabile di denaro per far acquisto di manoscritti rari, o librarie intiere, non deve
perdersi l’occasione per mancanza di denaro malamente distratto contro il mio fine e mia
intenzione» . Non riusciamo a comprendere fino in fondo le ragioni di questa particolare ac-
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quisizione, che costituì sicuramente un precedente per il programma pensato da Audiffredi,
improntato ad una politica culturale di ampie dimensioni, capace di andare oltre «quei confini
prestabiliti […], ampliandoli sino ad arrivare agli aspetti più sfuggenti, inediti e oscuri di quel
sapere che egli si sforzava in ogni modo di catalogare e che il Casanate aveva più o meno
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consapevolmente lasciato fuori» .
Come ci informa Masetti, il museolum casanatense prende forma soltanto a partire dal
1760 (un anno dopo la nomina di Audiffredi a prefetto). Tuttavia già dal 1755, quando il pre-
fetto era ancora Schiara, si registra un’annotazione relativa all’acquisto di un primo lotto di
«57 medaglie antiche, tra le quali otto argentate e una d’argento di Antiochio Epifano, per 337
scudi» , acquistate dall’abate Orazio Marangoni. L’ipotesi di una diretta partecipazione di Au-
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diffredi nell’acquisto fa supporre non solo una piena sintonia di vedute con Schiara, ma an-
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che l’influenza esercitata dal secondo bibliotecario nella scelta degli esemplari da comprare .
Con la nomina a prefetto nel 1759, Audiffredi procede ad una mirata campagna di ac-
quisti, finalizzata ad incrementare la costituenda collezione numismatica. Il Registro dei Libri
dal 1715 al 1750 nel quale venivano registrati cronologicamente gli acquisti di libri e i Libri
delle Ragioni, registri in cui venivano annotate le entrate e le uscite della biblioteca, ci per-
mettono di conoscere le spese fatte in quegli anni e di ampliare i dati finora noti. Il 12 aprile
1760, il prefetto fa comprare «medaglie, una di oro di gran valore, varie di argento e molte
di bronzo di prima, seconda e terza grandezza, dati dal padre bibliotecario alla libraria scudi
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30, baiocchi 75» . L’acquisto di questo secondo lotto (dopo quello del 1755) è di notevole
importanza, perché tra gli esemplari doveva trovarsi probabilmente la preziosa moneta d’oro
di Gneo Domizio Enobarbo, che sarà oggetto di uno studio pubblicato nel 1762 dallo stesso
Audiffredi, in appendice al suo Transitus Veneris ante solem observati apud pp. S. Mariae
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super Minervam 6º junii 1761. Expositio historico-astronomica .
Tra il 1762 e il 1763 si ritrovano pagamenti per l’acquisto di «due medaglie d’oro, una
di Adriano, l’altra di Foca, avute per mezzo del padre [Tommaso] Maria Mamachi» ; «una me-
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daglia grande d’argento di Benedetto XIV» ; «trecentonove medaglie d’argento di famiglie» ,
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avute da un certo signor Thery; «dodici medaglie orientali, cioè una d’oro dell’impero roma-
no, sette d’argento dei re di Siria, e quanto similmente d’argento de i re parti» , comprate da
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un tal padre Lanza per 18 scudi e 45 baiocchi.
Nel 1764 non sono riportati acquisti, ma già nell’anno seguente riprendono le commis-
sioni: si registrano spese per l’acquisto di «due medaglie d’argento del pontefice regnante
[Clemente XIII]», pagate «scudi undeci, baiocchi 2 e mezzo» , mentre nel 1766 vengono acqui-
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state dall’antiquario toscano Belisario Amidei (m. 1770), che aveva una bottega a Piazza Na-
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vona , «una raccolta di medaglie antiche in numero di …, la maggior parte rare, con quattro
pezzi di bronzi antichi, scudi cinquantatré pagatigli il giorno 12 di gennaio» . Lo stesso mese
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entrano in Casanatense «un’altra raccolta di medaglie antiche benissimo conservate, e varie
pietre antiche in tutto pezzi nº …», pagate all’abate Pietro Moroni per un totale di 13 scudi, e
una medaglia del Savonarola acquistata per 30 baiocchi da un certo «fratello di Petruccio» .
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A seguito di queste prime spese, nel 1767 Audiffredi avverte l’esigenza di far costruire
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uno «scrigno nuovo per riporvi le medaglie» e custodire così il considerevole numero di
esemplari raccolti. A questi ultimi, tra l’aprile e l’agosto dello stesso anno, si aggiunsero mo-
nete, medaglie d’argento e d’oro, di cui una acquistata dal libraio Giuseppe Monti per 2 scudi
e 20 baiocchi, e «un gran medaglione di Alessandro VII» , acquistato da un certo G. Moroni.
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Negli anni seguenti, tra il 1771 e il 1777, la collezione, già consistente, subisce un ul-
teriore incremento: dal mercante Francesco Barzolini vengono acquistate «due medaglie di
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papi, baiocchi 40» ; «una medaglia in bronzo di Enrico IV re di Francia» , per 20 baiocchi; dal
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mercante Casciatino due medaglie per un totale di 50 baiocchi ; dall’incisore e medaglista
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Giovanni Zanobi Weber «cento medaglioni di uomini illustri», pagati 19 scudi, di cui «tre in
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moneta e 16 in ordine al Banco» ; da Nicola Moroni «trentadue medaglie greche e rare, ed
alcuni pezzi di minerali in tutto scudi cinque, baiocchi 12 e mezzo» ; dagli eredi dell’abate
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Libro PNS 15.indb 268 03/03/21 18:49

