Page 271 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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Ballarini «molte medaglie greche con qualche bagatella appartenente alla storia naturale»
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per 6 scudi e 15 baiocchi.
Dopo il 1756 fanno il loro ingresso nella collezione numismatica casanatense ben quat-
trocento monete provenienti dalla raccolta privata del domenicano Giacinto Maria Milcovich,
arcivescovo di Ragusa ed esperto numismatico, al quale l’abate Mattia Zarillo rivolgerà alcune
riflessioni nell’opera Intorno ad un’antica medaglia de’ Caistrani, pubblicata a Napoli nel
1755.
Nel 1782, a ricordo di questa importante donazione, l’Audiffredi commissiona all’ar-
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tigiano romano Vincenzo Mozzoni una lamina di ottone con iscrizione da apporre sul
medagliere che ricorda, seppur in forma ridotta, quello presente nell’antiporta disegnata
da François Ertinger per il manuale di Louis Jobert, La scienza delle medaglie (pubblicato
a Venezia nel 1756), nel quale sono raffigurati due numismatici intenti ad analizzare alcuni
esemplari all’interno di un cabinet (tav. II). L’anno successivo, il prefetto incaricò l’abate
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Ottaviano Bonaccorsi, erudito archeologo e numismatico, di redigere un indice delle meda-
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glie degli uomini illustri presenti in Casanatense con l’intento di catalogare la ricca varietà
di esemplari del medagliere della biblioteca. L’Audiffredi, avvicinandosi agli studi del gesuita
Louis Jobert, si era convinto che la medaglia consentiva di indagare i processi storici, cultu-
rali e politici, avendo in sé un’«attendibilità da meritare la medesima stima, ed applicazione,
che merita la Storia, la quale non ha più sodo monumento della medaglia, per provare la
verità de’suoi racconti. Anzi la medaglia stessa ci dice alcune particolarità, le quali non ci ha
conservato la storia. Di più, lo studio delle medaglie porta seco un piacere del tutto diverso,
poiché in esso mille sono quelle cose, che lusingano la curiosità, e niuna stucchevolmente la
sazia. Non si ferma sopra un oggetto solo, il quale riecheggia una laboriosa applicazione; non
è ristretta tra vincoli, che la tormentino. Non è si lunga, che per impararla non basti la vita
dell’uomo. S’apprende senza fatica, né vi si trovano quelle spine che sempre rendono, soprat-
tutto i principj, sommamente molesti. Nella scienza delle medaglie tutto è ameno, l’estensione
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n’è vastissima, gli oggetti di tutte le scienze e di tutte le arti sono di sua giurisdizione» .
Per il periodo successivo agli anni Settanta del Settecento, le annotazioni relative all’ac-
quisto di monete e medaglie risultano sempre più lacunose e infrequenti. Nel Libro delle
Ragioni dal 1779 al 1794 si segnalano soltanto la somma di 8 scudi e 50 baiocchi al padre
vicario Fanelli per tre medaglie antiche , e 1 scudo e 25 baiocchi al padre sindaco della Mi-
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nerva per due medaglie di Benedetto XIII . La carenza di informazioni, soprattutto in questo
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segmento temporale, potrebbe essere giustificata da un aumento degli acquisti di Audiffredi
che – com’è noto – provvide «a sue proprie spese» all’accrescimento del museolum. Le spese
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sostenute personalmente dal prefetto non rientravano nel bilancio di spesa della biblioteca
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e pertanto non necessitavano di essere rendicontate negli appositi registri . Questo trova
riscontro nella storia metallica di Pio VI, probabilmente acquistata da Audiffredi per la colle-
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zione casanatense, che narra alcuni eventi del pontificato di papa Braschi .
La costante ricerca di monete, medaglie e collezioni numismatiche impose all’Audiffredi
un programma di ampliamento e aggiornamento bibliografico, che comporterà lo sviluppo di
un settore specialistico all’interno della biblioteca.
Tuttavia, sin dal suo arrivo in Casanatense nel 1749 come secondo bibliotecario, l’Au-
diffredi poteva contare sulla presenza di una ricca e numerosa letteratura numismatica, che
riflette sia il vivace interesse dei suoi predecessori verso una varietà di contenuti, sia il punto
di partenza per il sistema di catalogazione e ordinamento per la compilazione dell’inventario
degli esemplari numismatici.
Il nucleo librario di partenza era composto da un esiguo numero di cinquecentine, pro-
babilmente giunte in Casanatense attraverso acquisizioni di cui non abbiamo una puntuale
rendicontazione. Tra questi libri si segnalano la traduzione in italiano del De asse et partibus
ejus di Guillaume Budé, pubblicata a Firenze, presso i Giunti, nel 1562, a cura di Bernardo
Gualandi (Trattato delle monete e valuta loro); l’opera dell’antiquario romano Fulvio Orsini,
Familiae Romanae reperiuntur, edita a Roma nel 1577; il testo illustrato del pittore e numi-
smatico Jacopo Strada, Imperatorum Romanorum omnium Orientalium et Occidentalium,
pubblicato nel 1553, di cui la Casanatense conserva l’edizione del 1559 contraffatta dall’of-
ficina Gessner di Zurigo ; e lo studio della serie monetale romana del medico augustano
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La BiBliotheca Numismatica F. P. Magnanti
Libro PNS 15.indb 269 03/03/21 18:49

