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322 Museolum casanatense – I reperti archeologici
25. Lucerna
Inv. 290130 (BC, Inventario topografico, p. 15, nn. 15-19)
Materiale e tecnica: argilla beige chiara; realizzata a matrice bivalve
Misure: lungh. cm 9.04; largh. cm 7.05; alt. (senza ansa) cm 4.00; diam. base cm 3.07
Datazione: III sec. d.C.-fine del IV sec. d.C. / inizio del V sec. d.C. circa
Origine: produzione romana
Stato di conservazione: segni di bruciatura intorno al foro del beccuccio, tracce di incrostazioni calcaree sull’intera
superficie del corpo; la decorazione a perline risulta consunta in maniera evidente
Lucerna in terracotta di forma globulare con decorazione a perline, disposte in file concentriche, sulla spal-
la; ansa verticale piena (lievemente storta) e beccuccio stondato; il foro sul disco superiore è circondato
da un anello in rilievo, quasi completamente consumato e visibile solo in minima parte vicino al foro del
beccuccio; il piede è ad anello piatto; il fondo è anepigrafe
Bibl.: cfr. lucerna tipo Provoost 4 (es. inv. 14503, Antiquarium Romanum, Roma); tipo Dressel n. 30 (tav. III); walterS
1914, n. 1097, p. 164, fig. 223; Paleani 1993, pp. 12-14.
26. Lucerna
Invv. 290131 + 290150 (BC, Inventario topografico, p. 15, nn. 15-19)
Materiale e tecnica: argilla beige chiara; realizzata a matrice bivalve
Misure: lungh. cm 14.07; largh. cm 9.09; alt. cm 4.04; diam. base cm 5.09; alt. lettere bollo cm 0.08
Datazione: I-III sec. d.C.
Origine: Gallia Cisalpina (presso Mutina)
Stato di conservazione: il disco figurato (cm 6.04×5.00) con l’immagine del volto maschile è conservato separata-
mente (n. inv. 290150) e risulta mancante di parte del lato sinistro; manca l’ansa
Lucerna “firmalampen” (tipo X) o “a canale”, con serbatoio troncoconico e spalla lievemente spiovente
(sulla quale sono presenti due borchiette interamente conservate); disco piatto ribassato con piccolo foro di
sfiato; fondo piano delimitato da un anello con bordo scanalato. Al centro del fondo è presente un bollo in
lettere rilevate, “FORTIS”, dal nome L. Aemilius Fortis, proprietario di una fornace nel territorio di Mutina
(odierna Modena), operante dalla metà del I sec. d.C. al II secolo d.C. ed oltre. Presenta al centro del disco
superiore una maschera presumibilmente di fanciullo
Bibl.: cfr. lucerne Firmalampen tipo Loeschke X; tipo Dressel n. 5 (tav III); walterS 1914, n. 887, p. 135, fig. 178.
27. Lucerna
Inv. 290132 (BC, Inventario topografico, p. 15, nn. 15-19)
Provenienza: acquisto (P. Gatti, Prefetto della Biblioteca Casanatense, la acquistò il 13 settembre 1865 da Angelo
Pellegrini)
Materiale e tecnica: argilla rosata; rivestimento rosso-arancio; realizzata a matrice bivalve
Misure: lungh. cm 10.01; largh. cm 7.05; alt. cm 3.06
Datazione: III sec. d.C. – IV sec. d.C.
Origine: Rinvenuta nel cimitero di Priscilla (via Salaria, Roma)
Stato di conservazione: manca l’ansa; sono presenti segni di bruciatura intorno al foro del beccuccio
Lucerna a disco in terracotta con piede leggermente concavo (decorato al centro con una spiga stilizzata),
ansa presumibilmente verticale (ora mancante) e beccuccio allungato e stondato con canale appena accen-
nato. La decorazione sul disco è costituita da una corona circolare centrale, al cui interno sono visibili il
monogramma di Cristo e due fori circolari di alimentazione; ai lati della corona sono presenti due palme.
Trascrizione di un appunto ritrovato all’interno del baule dove erano conservati i reperti archeologici, de-
scrizione di n. inv. 290132: “Oggetti cristiani n. 1. Lucerna fittile o di terra cotta di forma comune col monogramma
di Cristo … in mezzo a una corona ed ai lati di essa due palme, l’una da una parte, l’altra dall’altra il cui principio è dal
manico e scendono verso il buco del lucignolo; ove è tutt’ora affumicata. È sufficientemente in buono stato, eccetto nel
manico che è rotto. Fu ritrovata nel cimitero di Priscilla nella via Salaria in quest’anno 1865 nell’inverno. Appartiene al
3° secolo secondo che si ravvisa dalla qualità della manifattura che si usava anche dai gentili. Dei tempi degl’imperatori
cristiani le lucerne fittili presero forma bislunga. Vedi Mario [Marco] Antonio Boldetti lib. 2 pag. 526, ov’è il campione;
mancano in esso i due fori di sopra indicati ma la fabbrica è la stessa. Vi sono in questo due segni a nodo di nastro che
dividono per mezzo le palme. P. Gatti Pre. questo oggi 13 7bre 1865 la comprò da Angelo Pellegrini e la descrisse nel
to
modo che sopra.” Sul lato sinistro di traverso: “I due punti a lato del monogramma sono segni di due fori assai larghi
che terminano dal “alla corona”. Sul lato inferiore al rovescio: “[N.] 2. De [harmonia] seu consensu humani generi. [a] ”
Bibl.: cfr. Boldetti 1720, libro II, p. 526.
La coLLezione di reperti archeoLogici E. Vatta
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