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                   36  Cfr. Aldini 1785, p. 86: “Trovasi nel Tesoro di San Dionigi di Parigi un berillo assai grande con l’effige di
                   Giulia Augusta figliuola di Tito, che si dice essere opera di questo artefice”; Cfr. con Cat. I.102; Cfr. anche
                   gerring 2002, p. 311.
                   37  Aldini 1785, p. 87: “Una gemma di costui riferita nel Museo Fiorentino rappresenta una Diana Cacciatrice”.
                   38  Ibidem, p. 89.
                   39  Ibidem; Cfr. anche adriani 1960, p. 744: sembra aver firmato una corniola con testa di Herakles (Museo
                   Archeologico di Firenze) da cui è probabile che sia stato eseguito il calco in Cat. XII.151; Cfr. Müller 1932,
                   p. 19.
                   40  Cfr. Cfr. ThieMe, BecKer 1932, p. 327; Benezit 1999, p. 665: nasce a Genova nel 1740 e muore a Roma 1815;
                   righetti 1952, p. 41; Cfr. anche Pirizio Biroli Stefanelli 2005, pp. 83-106, p. 91; Bulgari 1958, II, p. 242.
                   41  Cfr. Aldini 1785, p. 87.
                   42  Cfr. Ibidem, p. 86.
                   43  Cfr. BaBelon 1894, pp. 285, 293; Vollenweider 1960, p. 283.
                   44  Cfr. Pannuti 1994, pp. 61-69; Aldini 1785, p. 92; BaBelon 1894, p. 171;
                   45  Ibidem; BaBelon 1894, p. 170.
                   46  Cfr. nagler 1841, pp.273-274; righetti 1952, p. 38; Bulgari 1958, II, p. 271.
                   47  Ibidem, p. 274; Cfr. righetti 1952, pp. 39-41; Bulgari 1958, II, p. 272; Cfr. wieSeler 1882, pp. 201-294,
                   p. 260.
                   48  nagler 1841, p. 275; Bulgari 1958, II, p. 273.
                   49  Ibidem; Bulgari 1958, II, pp.273-274; BaBelon 1894, pp. 287-288.
                   50  Cfr. Wentzel 1960, pp.296-297.
                   51  taSSinari 2012, in particolare sui rapporti tra Giovanni Pichler e l’ambiente romano, pp. 53-55.
                   52  Benezit 1999, p. 886: nel 1761 esegue delle decorazioni nei conventi dei francescani e degli agostiniani e
                   approfitta di questi lavori per fare delle esperienze di pittura a encausto e di mosaici e nel 1763 giunge a
                   Roma. Sembra essere soprattutto prediligere l’incisione di pietre preziose, attività in cui dimostra un talento
                   di prim’ordine.
                   53  taSSinari 2012, p. 28.
                   54  Cfr. Wentzel 1960, p. 297; BaBelon 1894, p. 292: con riferimento al Traité de la methode antique de graver
                   en pierres fines compare avec le méthode moderne (natter, Londra 1754) “Nous recueillons dans ce livre de
                   précieuses confidences sur les sentiments qui animaient les graveurs en pierres fines des derniers siècles vis-
                   à-vis des oeuvres des lythoglyphes grecs et romains. Ainsi, nous avons maintes fois déjà signalé la deplorable
                   manie qu’eureunt ces artistes de retoucher les pierres gravées antiques, en y inscrivant un nom célèbre de
                   graveur grec, ou bien en plaçant, sur leurs propres oeuvres, un nom illustre dans les fastes de la glyptique
                   gréco-romaine”.





































                   La coLLezione degLi zoLfi di gemme antiche deLLa BiBLioteca casanatense               P. Apolito





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