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                   2. La scheda di catalogo per i beni numismatici: l’applicazione per la descrizione e la
                         documentazione delle medaglie

                         Nel sistema degli standard ICCD uno specifico settore disciplinare “Beni Numismatici”
                   ed un apposito modello descrittivo, la scheda “NU” , sono dedicati a questa particolare tipo-
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                   logia di “documenti materiali”, a sottolineare l’importanza che essi rivestono nell’ambito del
                   patrimonio italiano, per la portata informativa nella ricostruzione dei contesti e della storia
                   economica, per la consistenza numerica, per le molteplici problematiche connesse alla tutela
                   e alla conservazione.
                         Come dichiarato nell’introduzione alla scheda, lo strumento è stato pensato per un’ap-
                   plicazione allargata a molte classi di reperti e manufatti, senza alcuna limitazione di tipo
                   cronologico, dalla Preistoria all’Età moderna: in primo luogo gli oggetti nella cui valutazione
                   materiale o giuridica prevale l’aspetto monetale; quindi non solo le monete propriamente
                   dette, e le banconote, ma anche i reperti premonetali e gli oggetti paramonetali (monete c.d.
                   “etniche”, lingotti, spiedi, manillas, conchiglie, tessere, ecc.). Il campo di utilizzo della scheda
                   riguarda poi alcuni strumenti per la fabbricazione – come modelli, matrici, conii, punzoni
                   monetali, pesi per il controllo monetale – che talvolta rappresentano la sola documentazione
                   materiale di una produzione numismatica.
                         Ma la scheda NU viene utilizzata anche per la catalogazione di quei manufatti, come le
                   medaglie e i medaglioni che, pur non avendo valore di circolante, vengono analizzati con i
                   metodi propri della numismatica, per i molti aspetti che li accomunano con le monete pro-
                   priamente dette: le peculiari caratteristiche tecniche (la forma, la presenza di un “dritto” e di
                   un “rovescio”, i materiali e le tecniche di realizzazione, ecc.); i contenuti celebrativi, comme-
                   morativi e programmatici; i possibili esiti di tesaurizzazione per il valore intrinseco degli og-
                   getti (spesso in metallo prezioso); le valenze iconografiche e stilistiche; i luoghi e i processi di
                   produzione. Anche se le modalità di distribuzione sono nettamente diverse e così l’approccio
                   di studio, nel quale prevalgono gli aspetti storico artistici.


                   3. Le medaglie devozionali: il campionario della bottega Hamerani e l’immissione nel
                         sistema del Catalogo del patrimonio culturale
                         Nell’ambito delle medaglie, una classe specifica è rappresentata dalle medaglie devozio-
                   nali, oggetti che riuniscono in sé molteplici aspetti legati all’iconografia, alla diffusione dei
                   culti, alle pratiche e alle credenze religiose, a specifiche modalità di produzione (campionari,
                   disegni, materiali, tecniche) e diffusione.
                         Il lavoro di studio e documentazione della straordinaria raccolta di modelli pubblicato
                   sul Notiziario del Portale Numismatico dello Stato potrebbe rappresentare la base conoscitiva
                   ideale per effettuare la catalogazione dei manufatti secondo il modello ministeriale, che pre-
                   vede una selezione ragionata delle informazioni raccolte in fase di ricerca e il loro “ordinato
                   incasellamento” nelle varie voci della scheda, in modo che possano costituire altrettanti punti
                   di accesso e spunti di indagine in fase di consultazione.
                         L’avvio dell’attività di catalogazione prevede che a ciascun bene venga assegnato un
                   codice univoco di catalogo nazionale (gestito a livello centrale dall’ICCD) , registrato nella ri-
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                   spettiva scheda di catalogo, al fine di associare in modo inscindibile le due entità (il bene e la
                   scheda). Tale operazione, applicata agli esemplari della collezione Hamerani, ne sancirebbe
                   l’inserimento nel sistema del Catalogo e, di conseguenza, l’esistenza nell’ambito del patrimo-
                   nio culturale, esistenza che altrimenti resterebbe confinata nei volumi pubblicati, di grande
                   valore scientifico ma consultati in prevalenza da specialisti del settore.
                         L’atto del “catalogare” innesca, infatti, un processo virtuoso di circolazione della cono-
                   scenza e consente di aprire varie prospettive di utilizzo e di approfondimento sia a scopi di
                   tutela, sia a scopi di fruizione, diffusione e valorizzazione.
                         In primo luogo, il bene e le informazioni specifiche che lo riguardano possono essere
                   “intercettati” nei molteplici percorsi di ricerca effettuati nella banca dati del catalogo, già
                   a partire dalle stringhe più ovvie che riguardano la definizione, il luogo di conservazione,
                   le caratteristiche tecniche, i riferimenti cronologici, l’ambito di produzione, l’autore e/o il



                   La coLLezione di medagLie devozionaLi deLLa bottega Hamerani                    M.L. Mancinelli





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