Page 408 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 15/2021
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                   puccini, se ne potrebbe ricostruire il variegato “contesto conservativo”, riflesso concreto della
                   storia, della spiritualità e della cultura francescani nel corso del tempo: oltre ai modelli per le
                   medaglie devozionali, monete, sigilli, dipinti, ricami e merletti, avori, ceramiche, ecc.
                         Per fini più propriamente scientifici, il campionario di medaglie devozionali si presenta
                   particolarmente utile come riferimento per studi e ricerche: come avviene nei contesti ar-
                   cheologici per alcune produzioni ceramiche, o per altre particolari tipologie di materiali, i
                   modelli della collezione Hamerani possono rappresentare dei veri e propri “fossili guida” per
                   inquadrare cronologicamente i contesti in cui vengono rinvenuti manufatti tipologicamente
                   analoghi, oltreché indicatori per ricostruire contesti produttivi e ambiti di diffusione. Inoltre,
                   la presenza di un corpus di oggetti omogeneo riconducibile ad una ben precisa “bottega”
                   consente di formalizzare, nel sistema del patrimonio, una scheda di entità autoriale relativa
                   alla famiglia Hamerani, incisori della Zecca Pontificia, che potrà costituire sia una chiave di
                   accesso alla collezione, sia il punto di riferimento (e di “aggregazione”) di tutti gli oggetti, del-
                   la stessa o di diversa tipologia, provenienti anche da altri contesti, riconducibili alla medesima
                   bottega. Discorso analogo si potrà fare per i singoli specifici artisti, quando individuabili.
                   Altro ambito che apre interessanti prospettive di ricerca e di confronto è quello che riguarda
                   i soggetti e le raffigurazioni presenti sui modelli: rappresentazioni sacre e simboli, che pro-
                   pongono da un lato rinvii al mondo dell’arte (dipinti, disegni, stampe, ecc.), dall’altro sono
                   espressione di pratiche e credenze legate alla tradizione e alla devozione religiosa, aspetto
                   che si riaggancia fortemente al lato “immateriale” del patrimonio culturale , una componente
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                   da sempre presente ma che in tempi recenti si sta cercando di far emergere con maggiore
                   evidenza.
                         Infine, per quanto riguarda la diffusione e la condivisione delle conoscenze, dal 2017
                   l’ICCD ha promosso vari progetti per sperimentare l’applicazione dei Linked Open Data per
                   la gestione e la valorizzazione delle informazioni sul patrimonio culturale, in modo che si
                   possano collegare ad altri domini, in ambito nazionale e internazionale, sfruttando le più
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                   avanzate tecnologie semantiche : qualsiasi bene che entri a far parte del sistema del Catalogo
                   potrà giovarsi degli strumenti e delle potenzialità messe a disposizione per partecipare del
                                                                 20
                   più ampio “ecosistema digitale della cultura” .

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                                                               NOTE*



                   * Tutti i link citati in questo contributo sono risultati attivi nel maggio 2020.
                   1  www.beniculturali.it.
                   2  www.iccd.beniculturali.it.
                   3  Codice dei beni culturali e del paesaggio (DLgs 42/2004 e s.m.i.), art. 17 (https://www.normativa.it).
                   4  www.iccd.beniculturali.it/it/sigec-web.
                   5  http://www.iccd.beniculturali.it/it/processi-di-catalogazione;  http://www.iccd.beniculturali.it/it/per-con-
                   sultare; http://www.iccd.beniculturali.it/it/per-condividere.
                   6  Per un quadro generale del sistema degli standard ICCD e per prendere confidenza con le definizioni e le
                   terminologie proprie del catalogo si può fare riferimento ai documenti disponibili sul sito istituzionale alla
                   pagina: http://www.iccd.beniculturali.it/it/standard-catalografici.
                   7  Strutturazione dei dati delle schede di catalogo. Scheda NU – Beni Numismatici, a cura di E. Arslan, E.
                   Bianchin Citton, B. Callegher, F. Ferrante, P. Giovetti, M. L. Mancinelli, F. R. Stasolla, S. Vasco, Ministero per i
                   beni e le attività culturali – Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione, Roma, 2004; http://www.
                   iccd.beniculturali.it/it/ricercanormative/18/nu-beni-numismatici-3_00.
                   8  http://www.iccd.beniculturali.it/it/richiedi-numeri-di-catalogo.
                   9  La metodologia catalografica prevede, infatti, obbligatoriamente, almeno un’immagine a corredo del bene,
                   utile per il suo immediato “riconoscimento visivo”.



                   La coLLezione di medagLie devozionaLi deLLa bottega Hamerani                    M.L. Mancinelli





         Libro PNS 15.indb   406                                                                                    03/03/21   18:56
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