Page 74 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n.1-2013
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74 Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia – CONTRIBUTI
corta tunica aggrappato con la destra alle redini e con la sinistra alla criniera dell’equino dal cui vol-
to traspare l’incredibile sforzo di arrestare il cavallo in corsa (cat. 160-162) simile, nell’espressione e
nei lineamenti, al guerriero con sinistra protesa all’indietro (cat. 174-176). E quanta grazia traspare
dal cavaliere su cavallo al galoppo che reca una palma con lemnisco, (cat. 166) cui fa da pendant
Taras che protende il kàntharos e poggia con delicatezza la mano sul delfino. Questi esemplari
manifestano la continuità di un’arte che, fin alla fine, si mantiene su livelli di eccellenza.
La notevole quantità di monete presenti nel tesoretto, oltre alla circostanza che esse sono tutte
nòmoi, cioè la valuta di maggior valore emessa dalla zecca, permette di ritenere che il gruzzolo
dovesse costituire il notevole, sudato risparmio di un individuo appartenente ad una classe agiata,
che venne occultato per ragioni legate ad una situazione di evidente pericolo e non più recuperato.
Il ripostiglio, secondo la varia terminologia di questo genere di materiale, può essere definito “di
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emergenza” , tipologia che identifica la valuta che circolava al momento del seppellimento con una
coerenza di circolazione e di cronologia.
Non sorprende, infine, la presenza di una moneta di Thurium, anch’essa del periodo della ri-
duzione ponderale, perché esemplari di questa zecca si trovano con una certa frequenza nell’area.
Se è possibile ipotizzare le circostanze dell’occultamento, resta più problematico individuar-
ne il momento, anche perché la zona del reperimento finora non è stata esplorata e pertanto non
sono state reperite evidenze archeologiche che avrebbero potuto fornirci indizi preziosi sia sulla
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possibile struttura a sia sulla sua collocazione cronologica. Comunque il materiale è da ascrivere
all’ultima fase di coniazione della zecca ed il suo occultamento può essere individuato durante gli
avvenimenti relativi alla seconda guerra punica che precedettero la conquista di Tarentum nel 212
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CATALOGO 36
Il catalogo sottostante è riportato con la scheda sintetica nella rubrica Vetrine e Itinerari di questa pubblicazione a p. 275
e disponibile on line sul sito www.numismaticadellostato.it – Vetrine e Itinerari.
CALABRIA
TARENTUM
AR, nòmos 415-390 a. C.
D/ Efebo nudo con scudo imbracciato nella s., volteggiante su cavallo al galoppo a s.
R/ Taras su delfino a s. con braccio d. proteso nel quale simbolo non in vista
BreGlia 1934, 1; ravel 1947, 302; FiSCher-BoSSert 1999, gruppo 25, n. 335, tav. 19
1. g 6,71 mm 20,30 0° inv. 31109
AR, nòmos 275 - prima del 212 a. C.
D/ Giovane nudo con elmo, su cavallo impennato a d., regge nella d. giavellotto nell’atto di sca-
gliarlo verso terra e imbraccia con la s. due lance e scudo; in campo a s. sopra GU o SU; sotto il
cavallo: SWSΤΡΑΤOS
R/ ΤΑΡΑS Taras su delfino a s. con cornucopia nella s., incoronato da Nike stante nella d. protesa;
dietro fulmine, davanti GOLU
BreGlia 1934, 2-3; ravel 1947, 713-719; SNG Milano 201; Historia Numorum 2001, 1001; liBero
manGieri 2012a, gruppo III
2. g 6,21 mm 18,90 40° inv. 31110
D/ Leggenda illeggibile. R/Leggenda illeggibile
3. g 6,07 mm 20,40 90° inv. 31111
D/ [SWSΤΡΑ] ΤOS; sigla illeggibile
il teSoretto rinvenuto a FaSano nel 1933 G.L. Mangieri

