Page 220 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             FiG. 2 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Ebanista locale (?), ca. 1820-1830, Stipo (cabinet monétaire),
             particolare. © CMP.



             maniglie per l’apertura. Pur se di minor pregio, anche la base si qualifica per un mobile
             curato nei dettagli, caratterizzato da lastronatura ad intarsi presente anche nel lato interno
             dell’anta a ribalta.
                   Il sopralzo, lo stipo vero e proprio, è un mobile di pregio, costruito in maniera magistra-
             le; la tecnica adoperata è quella dell’impiallacciatura: la posa dei piallacci, con le venature di-
             sposte in maniera da creare decori geometrici, denota un’elevata capacità tecnica e altrettanta
             competenza nell’uso delle diverse essenze lignee. La parte strutturale è rivestita con piallacci
             di noce così come il quadro esterno delle ante; le filettature sembrano, ad un’analisi autopti-
             ca, in acero e palissandro, i pannelli centrali in radica di noce. Ad intarsio è anche realizzata
             la parte interna delle ante, decorata a riquadri quadrangolari, due per parte.
                   Notevoli sono le finiture (figg. 1-4). Il fregio sottocornice, a rilievo e in bronzo dorato, si
             caratterizza per le peculiarità decorative delle appliques: si tratta di un fregio continuo di girali
             d’acanto animate, al centro, da grifi alati in posizione araldica rispetto alla targhetta assiale
             recante l’iscrizione, a rilievo, NVMISMATA (figg. 1, 3). Inoltre i mostri mitologici recano, appena
             visibili al di sotto della targhetta, due faci rivolte verso il basso, l’una accesa e l’altra spenta
             (fig. 3). Il fatto che esse siano appena intravedibili e che le zampe anteriori dei grifi, simme-
             tricamente levate, siano celate (o siano state asportate) dal supporto all’iscrizione, mostra una
             certa incongruenza nell’organizzazione della decorazione, pur formalmente molto curata. Tale
             fatto fa ritenere che la targhetta sia stata applicata al fregio in un secondo momento, non es-
             sendo stata prevista dal progetto decorativo eneo originale. Una conferma proviene anche dal-
             la forma della tabula, assolutamente inconsueta per non dire riadattata attorno al profilo dei
             rostri dei mostri. Proseguendo ai lati, dalle code dei grifi nasce un motivo fitomorfo classico
             che ramificandosi si sviluppa in una rosette a sei petali ed in un serpente avvinto a dei postes
             fleuronnés e girali; il tutto si conclude con una cornucopia, innestata in un cespo d’acanto,
             aperta verso il basso, e ricolma di monete, chiaro riferimento al contenuto del mobile (fig. 2).
                   L’attenzione  al  particolare  è  tale  che  anche  i  singoli  nummi,  emergenti  dal  corno
             dell’abbondanza, recano incisi elementi decorativi, pur se di difficile comprensione e con
             un apparente valore solamente decorativo. Tutto il fregio descritto è simmetrico rispetto alla
             targhetta. Arricchimenti in bronzo a forma di bucrani, avvinti da ghirlande poste a mo’ di
             nappe su ambo i lati dei cranî bovini sacrificati, sono posti ad impreziosire i montanti della



             UN CABINET MONéTAIRE E L’ARREDO DELLA SALA DELLE MEDAGLIE                           M. Cavalieri
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