Page 215 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI 213
8 Francesco Scaramuzza (1803-1886), pittore parmense formatosi alla locale Accademia di Belle Arti, di cui,
nel corso della carriera, assunse anche la direzione. Pittore di genere edificante, è in sintonia con la sensi-
bilità emotiva e con il gusto della Corte ducale che ne diventa il più importante committente, nonostante
le convinte idee liberali dell’artista, stemperate nei confronti del Governo di Maria Luigia per una sorta di
benevola indulgenza e comprensione. La sua pittura si fonda su una profonda conoscenza del disegno e
della composizione padano-correggesche, riviste alla luce di un linguaggio aggiornato grazie ad un lungo
soggiorno romano alla fine degli anni Venti del XIX secolo; CAVALIERI et Al. 2013, pp. 15-17.
9 LOPEz 1844, pp. 393-398. Il passo, come i successivi altri in corsivo e virgolettati, sono tratti dalla rivista “Il
Facchino. Giornale di Scienze, Lettere, Arti e Varietà” che nel 1844 riporta un lungo articolo del Lopez ove
viene ripercorsa la vicenda iconografica dell’intero apparato decorativo della sala, di seguito impiegato per
l’esegesi delle pitture. Sulla Sala delle Medaglie si veda anche, nel primo volume, il contributo di Cristina
Burani.
10 CAVALIERI et Al. 2013, pp. 24-25.
11 A tal proposito vale la pena ritornare sul già citato decreto della Sovrana del 24 ottobre 1817, in cui il
Museo di Parma e gli scavi di Veleia, oltre che essere dichiarati “di generale utilità per lo Stato, siccome fonti
di pubblica istruzione”, sono concepiti quali Istituti aperti a “qualunque dei sudditi e in particolar modo a
que’ giovani che [...] concorrono in Parma per istruirsi nelle scienze nella ducale Università”; MARINI CALVANI
1984, pp. 486-488.
12 Già DE LAMA 1824, p. 164 parla di armadi lignei ad arredo della Sala, con cassettini ed incavi scodellati
(sic!) per le medaglie. Di questi arredi, più probabilmente risalenti all’epoca di Lopez, esiste ancora un ma-
gnifico stipo ligneo, a due ante, cassettini interni e decorazioni applicate in bronzo dorato, cui forse non
è estraneo il disegno di Nicola Bettoli o di Paolo Gazola (architetti di Corte), e la cui esecuzione è ipoteti-
camente attribuibile ad uno dei membri (Guglielmo?) della famiglia Drugman, noti a Parma per essere dei
valenti intagliatori o dell’ebanista Giuseppe Musini; MARINI CALVANI 1992, p. 76, 18.
13 Si tratta di un mosaico a decorazione geometrica, databile al II sec. d.C. e proveniente da una villa roma-
na, scoperta nel 1831, a San Martino di Pontenure (Piacenza); MARINI CALVANI 1990, pp. 47-48 (PC 01.32.009);
EAD. 1992, p. 78. Emerge con chiarezza come il mosaico fosse stato destinato alla Sala delle Medaglie già
poco dopo la sua scoperta, così come attesta una lettera a Lopez da parte dell’allora presidente dell’Interno
Francesco Cocchi che dispone che «il Mosaico sia opportunamente collocato in quella delle Sale di codesto
Ducale Stabilimento che è stata destinata per la custodia delle monete»; APR, Lettere della Direzione Lopez
1844, lettera del 23 dicembre 1833, al Direttore. Di conseguenza, il mosaico, pur se in una prima fase non
poteva essere stato pensato quale elemento dell’arredo a pendant della decorazione della volta (per ovvi
motivi di cronologia), è successivamente integrato dallo Scaramuzza, e a pieno titolo, nel complesso sistema
decorativo della Sala.
14 Interessante affermazione se si considera l’epoca in cui fu espressa, pochi anni dopo i moti del 1831
e in un momento storico per l’Italia risorgimentale che precede di qualche anno il 1848; inoltre non va
dimenticato anche il ruolo politico che Visconti ricoprì in qualità di console della Repubblica Romana del
1798-1799.
15 Cfr. nota n. 12.
16 APR, Regolamento del Ducale Museo d’Antichità, Direzione Lopez, 1826.
Il Ducale Museo d’Antichità è destinato ad […] 3. Acquisire qualunque oggetto antico che interessi la storia e
giovi così alla pubblica istruzione... 4. Il Ducale Museo sarà aperto a chiunque desideri di visitarlo in tutti
i giorni dell’anno, tranne le feste di precetto (...).
17 CONVERSI 2009, pp. 438-439.
LE PITTURE DELLA SALA DELLE MEDAGLIE M. Cavalieri

