Page 214 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             CAVALIERI M. 2006, Dei, Eroi ed offerenti. La collezione di bronzetti etrusco-italici del Museo
                   Archeologico Nazionale di Parma, Bruxelles-Roma.

             CAVALIERI M. 2014, Veleia a Parigi. La collezione di bronzi veleiati della Bibliothèque Nationale
                   de France: un aggiornamento degli studi archeologico-antiquari, in P.L. DALL’AGLIO, C.
                   fRANCESChELLI e L. MAGANzANI (a cura), Atti del IV Convegno Internazionale di Studi Vele-
                   iati, Veleia-Lugagnano Val d’Arda il 20-21 settembre 2013, Bologna, pp. 41-59.
             CAVALIERI M., BALDINI G. 2013, Oltre il riflesso. Storia, iconografia e società negli specchi etru-
                   schi del Museo Archeologico Nazionale di Parma, Bruxelles-Roma.
             CONVERSI R. 2009, La formazione e gli allestimenti della Sezione Egizia del Museo Archeologico
                   Nazionale di Parma. Una novità: l’esposizione della Collezione Magnarini di scarabei
                   sigillo, “Archivio Storico per le Province Parmensi” LX, [2008], pp. 437-464.

             DALL’ACqUA M. (a cura di) 1999, Enciclopedia di Parma. Dalle origini ai nostri giorni, s.v. Mu-
                   seo Archeologico Nazionale, Milano.
             DE LAMA P. 824, Guida del forestiere al Ducale Museo d’Antichità di Parma, Parma.

             LOPEz M. 1844, Cose Patrie. Pitture. Sulla volta della Sala detta delle Medaglie nel Ducale Mu-
                   seo d’Antichità di Parma eseguite dal Professore Francesco Scaramuzza, “Il Facchino.
                   Giornale di Scienze, Lettere, Arti e Varietà” 50, 14 dicembre, pp. 393-398.

             MARINI CALVANI M. 1984, Il ruolo del Museo d’Antichità di Parma dagli scavi borbonici a Veleia
                   alle ricerche della nascente paletnologia italiana, in C. MORIGI GOVI, G. SASSATELLI (a cura
                   di), Dalla Stanza delle Antichità al Museo Civico. Storia della formazione del Museo
                   Civico Archeologico di Bologna, Bologna, pp. 483-492.

             MARINI CALVANI M. 1990, Storia di Piacenza dalle origini all’anno Mille, I/3 Archeologia, Scheda-
                   rio topografico dei ritrovamenti archeologici nei territori di Placentia e Veleia, Piacenza.
             MARINI CALVANI M. 1992, L’archeologia di Maria Luigia, in J.-P. SAMOyAULT (a cura di), Maria Lu-
                   igia. Donna e sovrana. Una corte europea a Parma 1815-1847, Saggi, Parma, pp. 76-79.





                                                          NOTE


             1  A tal proposito si pensi quanta notorietà portarono al Museo i rapporti che il primo ministro del Ducato,
             Guillaume Du Tillot, avviò, attraverso l’opera e la riconosciuta autorità scientifica dell’allora direttore, Paolo
             Maria Paciaudi, con il più noto archeologo del tempo, il conte francese Anne-Claude-Philippe de Caylus. Sul
             tema si veda CAVALIERI et Al. 2013, pp. 41-59. Si vedano anche, i contributi di Manuela Catarsi e di Cristina
             Burani.
             2  Pigorini, infatti, al di là dei suoi interessi per le ricerche preistoriche delle terramare, incrementò anche il
             Medagliere, tentando “di dargli una veste specialistica anche nel settore medievale e moderno e acquisendo,
             oltre a numerosi sigilli, i coni e i punzoni delle zecche di Parma e Piacenza”; DALL’ACqUA 1999, p. 471. Sulla
             Direzione di Luigi Pigorini, si veda anche il contributo di Cristina Burani.
             3  CAVALIERI 2006, p. 26.
             4  L’attuale Deutsches Archäologisches Institut di Roma.
             5  BERNABò BREA et Al. 1992, p. 82.
             6  La prima, in lettere incise e rubricate a fondo oro, recita: Maria Ludovica Aug(usta) / Museum / amplia-
             tum a(nno) MDCCCXXV / auxit ornavit / a(nno) MDCCCXXXXV; la seconda, invece, costituita da lettere
             in bronzo applicate ad uno specchio marmoreo riquadrato sul muro di facciata, ricorda: Maria Ludovica
             Aug(usta) / a solo sua impensa fecit et Municipio d(onum) d(edit) anno MDCCCXXXVII.
             7  Una simile ripartizione delle collezioni, invero, è già da attribuirsi al De Lama che, nella Guida del fore-
             stiere al Ducale Museo d’Antichità di Parma, Parma 1824, pp. 162-168, parla di una stanza adibita all’uopo,
             arredata con armadi lignei contenenti i diversi reperti.



             LE PITTURE DELLA SALA DELLE MEDAGLIE                                                M. Cavalieri
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