Page 223 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                            221





































            FiG. 6 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Ebanista locale (?), ca. 1820-1830, Stipo (cabinet monétaire),
            particolare. © CMP.



            tanti basi attiche (tavv. I-II). Oggi è perso l’elemento in bronzo, verosimilmente la maniglia/
            pomolo, che decorava l’anta sinistra in corrispondenza della bocchetta della serratura, posta
            sul margine sinistro dell’anta destra.
                  All’interno, lo stipo è caratterizzato da tre file di 19 mostrine ciascuna (almeno in ap-
            parenza) di tiretti rettangolari (fig. 6); all’apertura, ogni cassetto si mostra dotato di allog-
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            giamenti (scodellati, come si diceva allora!)  dai vari diametri e quindi atti a raccogliere me-
            daglie, gemme, scarabei, amuleti di dimensioni diverse così come se ne conservano ancora
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            oggi al Museo . Verosimilmente proprio la natura e la forma differenziate dei manufatti che si
            dovevano alloggiare nello stipo determinarono che i primi tre cassettini, dal basso verso l’al-
            to, di ciascuna fila, in verità, fossero “falsi”, aprendosi in un solo cassetto per fila, ovviamente
            dalla volumetria triplicata. In questo senso si comprende la numerazione dell’epoca dei tiretti
            (dipinta in cifre romane sullo spessore della mostrina di ogni cassetto (fig. 6), pari a 48 unità
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            più 3. Ogni cassettino (unico o triplice che fosse) presenta, infine, pomoli in bronzo dorato
            a protome di mostro-capride recante, tra le fauci, laddove ancora conservati, anelli a funzione
            di maniglie (fig. 5).
                  Nell’esemplare  del  Museo  di  Parma,  il  meuble  d’appui,  simile  ad  una  commode  ad
            un’anta con apertura a ribalta (fig. 7), presenta la cassa realizzata con tecnica di lastronatura
            (o doublage) con probabile essenza di noce nazionale: questa tecnica era preferita dalle pic-
            cole botteghe, in quanto era possibile produrre la lastronatura (tavole dallo spessore di 3-4
            mm) in proprio senza dover acquistare i piallacci da fornitori esterni.
                  L’anta si compone di un telaio a lastronatura di noce, una modanatura in legno dorato
            ed il pannello centrale in radica di pioppo oppure acero (così come nell’interno); le modana-
            ture ai piani superiore ed inferiore sono in legno di noce mordenzato, i piedi a “cipolla” sono
            in legno dorato (tavv. I-II).
                  Lo stipo è da attribuire allo stile tardo impero, che sappiamo gradito a Maria Luigia e,
            sulla scorta della tradizione neoclassica presente a Parma fin da età borbonica, ancora in voga
            fino al terzo decennio del XIX secolo . È assai probabile che, in origine, altro fosse il meuble
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            d’appui: infatti, i due corpi che compongono il manufatto sono sicuramente opera di mani
            diverse, con la base probabilmente eseguita in un secondo tempo, con uno scarto, su base
            stilistica, anche di 20-30 anni. A confermare l’ipotesi è anche la diversa concezione dei due



            UN CABINET MONéTAIRE E L’ARREDO DELLA SALA DELLE MEDAGLIE                          M. Cavalieri
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