Page 228 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
P. 228

226                                          Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI



             insigne e venerato della scienza paleoetnologica italiana. Al Museo che egli ha fondato sarà
             legato il suo nome. Alla sua memoria in nome del Governo m’inchino con l’animo profonda-
             mente commosso e riverente”.
                   Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 2 aprile 1925.


                   L'encomio funebre pronunciato dal Presidente del Senato Tommaso Tittoni è già di per
             sé utile per illustrare la sua personalità. Egli, dopo la laurea conseguita in Scienze politico am-
             ministrative a Parma, fu Direttore del Museo Archeologico Nazionale di questa città (24 Mar-
             zo 1867), Direttore del Museo Nazionale Preistorico Etnografico di Roma (10 Febbraio 1878),
             Socio Corrispondente dell’Accademia dei Lincei (9 Maggio 1877) e Socio Nazionale dell’Ac-
             cademia dei Lincei (20 Settembre 1887), Professore Ordinario di Paleoetnologia all’Università
             di Roma (9 Novembre 1890), Professore Emerito dell’Università di Roma (25 Febbraio 1917),
             infine Senatore (17 Marzo 1912).
                   È nel 1867 che Pigorini sostituisce Lopez alla guida del Museo di Parma e manterrà tale
                                   1
             incarico fino al 1875 . L’impulso innovativo che ebbe in questo periodo il Museo è ben do-
             cumentato dagli scritti del nuovo Direttore, dai suoi numerosi incarichi e dal prestigio di cui
             godette nel panorama archeologico e scientifico italiano.
                   Con l’Unità d’Italia il museo come istituzione rafforza la funzione di luogo di conserva-
             zione e strumento per la tutela del patrimonio nazionale indispensabile per inserire le città
             nel nuovo assetto culturale nazionale, oltre a continuare ad assolvere il compito di spazio
             adibito alla conservazione della storia locale. Più di qualunque altro organismo culturale, esso
             rappresenta il tentativo di costruire una nuova identità nazionale.
                   Un  importante  contributo  per  la  formazione  di  questa  rinnovata  visione  culturale
             dell’Italia fu data nel corso della seconda metà del secolo XIX anche dall’incremento degli
             studi di paletnologia e dalla formazione di numerose collezioni etnografiche che andarono a
             costituire i musei civici e provinciali.
                   A questa nuova e più aperta concezione dell’Italia antica preromana non si sottrae il
             Museo di Parma con l’ingresso di Pigorini nelle vesti di Direttore. A soli sedici anni, nel 1858,
             è allievo presso il Museo d’Antichità e nel 1860, assieme al naturalista Pellegrino Strobel ,
                                                                                                           2
             inizia l’esplorazione di alcuni dossi artificiali che verranno identificati come la terramara di
             Castione Marchesi (Fidenza), importante a quel tempo inedito insediamento dell’età del bron-
             zo. A questo sodalizio di studiosi si aggiungerà il Direttore del Gabinetto di Antichità Patrie di
             Reggio Emilia, don Gaetano Chierici. Insieme, i tre studiosi dovevano divenire gli indagatori
             instancabili di questo capitolo della preistoria e i fondatori del Bullettino di paletnologia ita-
             liana, una delle prime riviste europee dedicate alle discipline preistoriche che svolgerà una
             costante e straordinaria attività di divulgazione scientifica.
                   Questo flusso di nuove idee, esperienze ed eventi storici comporta inevitabili tra-
             sformazioni  nell’approccio alle raccolte museali  sia  da parte dei Direttori  che  da  parte
             dei fruitori. Il collezionismo lascia maggior spazio ad una diversa ricezione del reperto
             archeologico, maggiormente rivolta alla conoscenza del nuovo, allo studio dei manufatti
             piuttosto che alla contemplazione dell’oggetto raro e prezioso. I criteri espositivi seguiti, di
             impronta positivista, valorizzano gli apporti della Geologia, delle Scienze Naturali, dell’An-
             tropologia.  I  materiali  raccolti  vengono  esposti  ordinati  entro  sequenze  cronologiche  e
             suddivisi per provenienza, materia, tecnologia, tipologia ed alle testimonianze “meno no-
             bili” della cultura materiale viene riservata pari dignità dei reperti tradizionalmente ritenuti
             “più importanti”.



             Gli acquisti minori (1868-1872)

                   Alla luce di queste nuove concezioni non sorprende che gli acquisti fatti per il Mu-
             seo di Parma siano piuttosto modesti e che la scienza numismatica non sia più vista come
             un campo di studio privilegiato e fonte di disquisizioni talvolta un po’ pedanti. Il culmine
             del fervore collezionistico rappresentato dal periodo di reggenza di Maria Luigia cessa per
             sempre, non solo per la minore disponibilità finanziaria e di raccolte reperibili sui mer-



             LUIGI PIGORINI (1867-1875)                                                         M.C. Burani
   223   224   225   226   227   228   229   230   231   232   233