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226 Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI
insigne e venerato della scienza paleoetnologica italiana. Al Museo che egli ha fondato sarà
legato il suo nome. Alla sua memoria in nome del Governo m’inchino con l’animo profonda-
mente commosso e riverente”.
Senato del Regno, Atti parlamentari. Discussioni, 2 aprile 1925.
L'encomio funebre pronunciato dal Presidente del Senato Tommaso Tittoni è già di per
sé utile per illustrare la sua personalità. Egli, dopo la laurea conseguita in Scienze politico am-
ministrative a Parma, fu Direttore del Museo Archeologico Nazionale di questa città (24 Mar-
zo 1867), Direttore del Museo Nazionale Preistorico Etnografico di Roma (10 Febbraio 1878),
Socio Corrispondente dell’Accademia dei Lincei (9 Maggio 1877) e Socio Nazionale dell’Ac-
cademia dei Lincei (20 Settembre 1887), Professore Ordinario di Paleoetnologia all’Università
di Roma (9 Novembre 1890), Professore Emerito dell’Università di Roma (25 Febbraio 1917),
infine Senatore (17 Marzo 1912).
È nel 1867 che Pigorini sostituisce Lopez alla guida del Museo di Parma e manterrà tale
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incarico fino al 1875 . L’impulso innovativo che ebbe in questo periodo il Museo è ben do-
cumentato dagli scritti del nuovo Direttore, dai suoi numerosi incarichi e dal prestigio di cui
godette nel panorama archeologico e scientifico italiano.
Con l’Unità d’Italia il museo come istituzione rafforza la funzione di luogo di conserva-
zione e strumento per la tutela del patrimonio nazionale indispensabile per inserire le città
nel nuovo assetto culturale nazionale, oltre a continuare ad assolvere il compito di spazio
adibito alla conservazione della storia locale. Più di qualunque altro organismo culturale, esso
rappresenta il tentativo di costruire una nuova identità nazionale.
Un importante contributo per la formazione di questa rinnovata visione culturale
dell’Italia fu data nel corso della seconda metà del secolo XIX anche dall’incremento degli
studi di paletnologia e dalla formazione di numerose collezioni etnografiche che andarono a
costituire i musei civici e provinciali.
A questa nuova e più aperta concezione dell’Italia antica preromana non si sottrae il
Museo di Parma con l’ingresso di Pigorini nelle vesti di Direttore. A soli sedici anni, nel 1858,
è allievo presso il Museo d’Antichità e nel 1860, assieme al naturalista Pellegrino Strobel ,
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inizia l’esplorazione di alcuni dossi artificiali che verranno identificati come la terramara di
Castione Marchesi (Fidenza), importante a quel tempo inedito insediamento dell’età del bron-
zo. A questo sodalizio di studiosi si aggiungerà il Direttore del Gabinetto di Antichità Patrie di
Reggio Emilia, don Gaetano Chierici. Insieme, i tre studiosi dovevano divenire gli indagatori
instancabili di questo capitolo della preistoria e i fondatori del Bullettino di paletnologia ita-
liana, una delle prime riviste europee dedicate alle discipline preistoriche che svolgerà una
costante e straordinaria attività di divulgazione scientifica.
Questo flusso di nuove idee, esperienze ed eventi storici comporta inevitabili tra-
sformazioni nell’approccio alle raccolte museali sia da parte dei Direttori che da parte
dei fruitori. Il collezionismo lascia maggior spazio ad una diversa ricezione del reperto
archeologico, maggiormente rivolta alla conoscenza del nuovo, allo studio dei manufatti
piuttosto che alla contemplazione dell’oggetto raro e prezioso. I criteri espositivi seguiti, di
impronta positivista, valorizzano gli apporti della Geologia, delle Scienze Naturali, dell’An-
tropologia. I materiali raccolti vengono esposti ordinati entro sequenze cronologiche e
suddivisi per provenienza, materia, tecnologia, tipologia ed alle testimonianze “meno no-
bili” della cultura materiale viene riservata pari dignità dei reperti tradizionalmente ritenuti
“più importanti”.
Gli acquisti minori (1868-1872)
Alla luce di queste nuove concezioni non sorprende che gli acquisti fatti per il Mu-
seo di Parma siano piuttosto modesti e che la scienza numismatica non sia più vista come
un campo di studio privilegiato e fonte di disquisizioni talvolta un po’ pedanti. Il culmine
del fervore collezionistico rappresentato dal periodo di reggenza di Maria Luigia cessa per
sempre, non solo per la minore disponibilità finanziaria e di raccolte reperibili sui mer-
LUIGI PIGORINI (1867-1875) M.C. Burani

