Page 229 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI                                            227



            cati antiquari, ma anche per la nuova temperie culturale che si viene delineando. Si cerca
            spesso, piuttosto, di ricorrere ai cambi di materiale numismatico che vengono effettuati
            qualora ci siano delle “duplicazioni” in Museo o ad acquisti di piccola entità. Ad esempio la
            corrispondenza tra Angelo Remedi di Sarzana e Pigorini dimostra che a quest’ultimo è sta-
            ta recapitata una medaglia di Maria Luigia (pagata L. 8) relativa alla costruzione del ponte
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            sullo Stirone .
                  Tra le Cartelle conservate nella sede dell’Archivio troviamo Lettere e dichiarazioni che
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            attestano varie possibilità di trattative  per modificare la consistenza delle collezioni. I do-
            cumenti sono infatti divisi in Acquisti, Cambi, Cessioni, Offerte di vendita al Museo da parte
            di privati ed Enti (con esito negativo), Richieste fatte dal Museo a privati o a Enti (con esito
            negativo) ma gli eventuali acquisti riguardano, come accennato sopra, un numero limitato di
            esemplari. In un epistolario indirizzato a Carlo Morbio di Milano, Pigorini è combattuto se
            cedergli o meno una crocetta d’oro in cambio del “famoso Vittorino di Parma”. Inizialmente
            il Direttore non accetta il cambio perchè la crocetta fu donata al Museo con la clausola di
            rimanervi per sempre. In seguito, egli si dichiara disposto a cederla in cambio del Vittorino
            di Federico II .
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                  Anche i doni al Museo sembrano essere una valida risorsa quando acquisti non ne
            vengono effettuati ma le aspettative non sempre vengono soddisfatte. La corrispondenza tra
            Pigorini e il Ministro della Pubblica Istruzione ci informa, per esempio, che il Direttore vuole
            completare con una certa urgenza la serie già ricca delle monete papali presenti in Museo
            poichè le restanti alla Zecca di Roma stanno per essere ritirate dalla circolazione e molte sono
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            già state fuse . Dalle sue parole trapela la speranza che il Ministro faccia dono di questi pezzi,
            ma cortesemente gli viene risposto che per l’articolo n.186 del Regolamento di Contabilità
            devono essere pagate.
                  Non resta altro che procedere con l’acquisto e il Museo deve alla Zecca di Roma la som-
            ma di L. 19.35 per:
                    – tre Scudi d’argento delle sedi vacanti degli anni 1667-1829-1848;
                    – mezzo Scudo della sede vacante del 1724;

                    – un Paolo di Alessandro VII.

            Album dei Doni (1867-1934)

                  La consultazione dell’Album dei Doni ci conferma ancora una volta un cambiamento
            sostanziale nel clima storico e culturale postunitario. Nel manoscritto sono indicati gli oggetti,
            preceduti da una breve descrizione, che si vengono man mano ad aggiungersi alle collezioni
            del Museo tra l’ultima parte del XIX secolo e i primi decenni del secolo successivo. La fre-
            quenza dei donativi e la loro entità subisce con il passare del tempo un deciso decremento ri-
            spetto a quanto veniva a confluire nelle raccolte numismatiche (e non solo) all’inizio dell’800.
            La fonte di ispirazione rappresentata dalla personalità della Granduchessa e il desiderio di
            emulazione che spingeva i privati cittadini a beneficare il Museo della città di Parma sono
            irrimediabilmente perduti anche se, con minor entusiasmo, si continuano ovviamente ad an-
            notare gli ingressi delle raccolte e delle singole monete.
                  L’Album,  redatto  da  Pigorini,  Mariotti  e  Monaco,  è  un  unico  volume  che  copre  un
            arco cronologico di circa settant’anni, contraddistinti dall’avvicendarsi dei tre Direttori. Tra
            gli esemplari offerti, sporadicamente, figurano soprattutto medaglie contemporanee, monete
            provenienti da ritrovamenti effettuati durante scavi archeologici e persino prove di zecca.
            Non possiamo non notare la differenza con quanto avvenuto nei quarant’anni della sola Di-
            rezione Lopez, dove gli apporti sono stati quasi quotidiani, numericamente più abbondanti e
            qualitativamente prestigiosi.
                  Il documento reca annotazioni di Giorgio Monaco che nella parte interna della coper-
            tina riporta la “legenda” che permette una più facile individuazione a chi cerca nel Registro
            determinate classi di materiali: per esempio con una grande “N” viene indicata la numismati-
            ca, con “L” i libri che aumentano il patrimonio della biblioteca e così via. Tali lettere vengono
            riportate in ogni pagina a fianco delle colonne in cui è suddiviso il Registro.



            LUIGI PIGORINI (1867-1875)                                                         M.C. Burani
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