Page 301 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE                                               299



































            FiG.  4  –  Museo  archeoloGico  NazioNale  di  ParMa,  MedaGliere.  Dracma  dei  Bretti  trasformata  in  pendente,  argento,
            214/13 - 211/10 a.C. (Vetrine, cat. 101). © Mibact - CMP.



            quello con Apollo e Pandina (n. 1154). Più ricca la raccolta delle monete a nome della colonia
            di Valentia, di cui sono presenti tutti i nominali in più varianti.
                  Collegata alla storia monetaria di Sybaris e di Posidonia è la presenza dello statere, in
            discreto stato di conservazione, emesso dalla zecca di Laus (n. 881). La moneta, i cui bordi
            irregolari e il tondello deforme sono caratteristici di questa emissione, è da inquadrare nella
            fase a doppio rilievo dell’attività della zecca.
                  I tre argenti della zecca di Locri sono in buono stato di conservazione e documentano
            alcune delle serie più interessanti della monetazione cittadina: quella con aquila su preda/
            fulmine e quella con Zeus/ aquila su preda (nn. 1171, 1172), la cui collocazione cronologica
            resta oscillante tra chi, come Kraay, considera possibile un’emissione di questi stateri all’ini-
            zio del IV sec. e chi, seguendo la Pozzi, preferisce una datazione alla seconda metà del IV sec.
            a.C. Al primo quarto del III sec. a.C., invece, si data lo statere del tipo Zeus/Pistis (n. 1173),
            recante al diritto il monogramma NE. Tra i bronzi, va segnalato l’esemplare con testa di Ate-
            na/ grappolo d’uva (n. 1181), tradizionalmente ascritto alla lega locrese nella Grecia propria
            ma assegnato dall’Arslan, sulla base anche delle evidenze archeologiche, alla zecca di Locri
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            Epizefiri .
                  Come nel caso del bronzetto di Locri, i contatti con i mercati dell’Italia meridionale e
            della Calabria in particolare — sia attraverso l’opera ben documentata di intermediari, sia
            tramite contatti diretti o scambi tra collezionisti — sono documentati dalla presenza, in colle-
            zione, dei due bronzi della zecca di Medma (nn. 1182, 1183) e dei tre della zecca di Nuceria
            (nn. 1184 - 1186), nominali il cui ambito di circolazione è eminentemente locale. Potrebbe
            valere lo stesso discorso forse anche per i cinque bronzi di Petelia, uno dei quali della fase
            pesante (gruppo A, n. 1188) e quattro di standard semunciale (un’oncia, un quadrante, un
            sestante, una sescuncia; nn. 1187, 1189-1191).
                  Della zecca di Rhegium sono in collezione quattro argenti della seconda metà del IV sec.
            a.C. e 42 monete di bronzo, tra cui 3 pentonkia del tipo testa femminile gianiforme/ Ascle-
            pio e uno Artemide/ Apollo riconiati su trientes Apollo Artemide/ Tripode (nn. 1251, 1218,
            1221, 1220); un trias Artemide/Lira riconiato su trias con teste dei Dioscuri al D/ (n. 1234) .
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            Il bronzo Artemide/ Lira della serie pesante presenta al rovescio una contromarca circolare
            di difficile interpretazione, differente dalle altre contromarche già note su monete di questa
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            serie (n. 1210) .


            LE MONETE LUCANE E BRUzIE                                                           G. Gargano
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