Page 306 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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             FiG. 1 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Litra in bronzo di Messana, 338-318 a.C. (cat. 95). ©
             Mibact - CMP.



                   Le zecche maggiormente rappresentate sono Messana e Panormos, di cui si contano
             rispettivamente 28 e 23 esemplari. Tra quelli meglio conservati spiccano un tetradrammo in ar-
             gento di Messana (ben rappresentata in queste raccolte già col nome originario di Zankle, con
             testimonianza delle sue primissime emissioni, così come emittente e sede del governo degli ex
             mercenari italici Mamertini) con al dritto una biga di mule con fogliolina di ulivo in esergo e
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             al rovescio una lepre  in corsa e legenda MESSENION (tav. I). La serie è da attribuire agli anni
             della tirannide di Anassila (500-476 a.C.) nell’area dello Stretto  e la cronologia è strettamente
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             connessa da M. Caccamo Caltabiano alla vittoria del Tiranno alla 73ª olimpiade  che, come
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             tramandato da Aristotele, volle che a rendere immortale la sua gloriosa impresa fosse il poeta
             Simonide di Ceo. Ancora alla zecca di Messana è da attribuire una litra con al dritto una testa
             barbata e laureata di Poseidon e al rovescio il tipo del tridente (fig. 1), in posizione centrale, cir-
             condato ai lati da due delfini posti in posizione verticale con la coda rivolta verso l’alto. Tale so-
             luzione, con i due animali posti a circondare il tipo principale, pur con evidenti differenziazioni
             nella resa stilistica del motivo, era stata già usata in precedenza in serie di kyzikos (470-450
             a.C.), di Thasos (411-404 a.C.), Argos (370-350 a.C.) ed Aigina (360-350 a.C.), e successivamente
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             su sextantes di Venusia (216-215 a.C.)  con al dritto una testa di Athena elmata e al rovescio i
             due delfini posti, similmente che nella serie di Messana, con la coda rivolta in alto e il muso in
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             basso, a circondare l’etnico VE, e a sottolineare la forte valenza protettrice dell’animale .



























             FiG. 2 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Semisse di Panormos, post 190 a.C. (cat. 52). © Mibact - CMP.



             LE MONETE DELLA SICILIA SETTENTRIONALE                                                 P. Apolito
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