Page 328 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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                     – esemplare passato all’asta Christie’s, 7 dicembre 1965, lotto133 (da collezione Spen-
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             cer-Churchill); g 685,43 ;
                     – esemplare passato all’asta NFA-Bank Leu, 17 maggio 1984, lotto 599 (da collezione
             J.W. Garrett; ex Sotheby, 23 novembre 1925, lotto 14, da collezione Sambon); g 834;
                     – esemplare battuto all’asta NAC 10, 9 aprile 1997, lotto 335 (ex NAC 5, 25 febbraio
             1992, lotto 197; ex Bank Leu 18, 5 maggio 1977, lotto 284); g 926;
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                     – esemplare in collezione privata, non meglio identificata; g 828 ;
                     – esemplare in collezione Miles (ANS?); g 659 .
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                   Ad una fase immediatamente successiva, da collocare dopo la prima guerra punica –
             secondo il quadro delineato in RRC – sarebbero da ricondurre le tre serie romano-campane
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             contraddistinte dalla legenda ROMA, in sostituzione della precedente ROMANO .
                   Le tre serie, distribuite nell’arco di tempo compreso tra 241 e 226 a.C. e attribuite alla zec-
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             ca di Roma , risultano caratterizzate da articolazioni e connessioni complesse, derivanti dalla
             possibilità di considerare come prodotte in parallelo coniazioni romano-campane in argento e
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             in bronzo ed emissioni di aes grave, accomunate, in alcuni casi, dall’uso dei medesimi simboli
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             (falce e clava), che ricorrono sia sui nominali coniati (fig. 4), sia sulle denominazioni fuse .
                   La collezione di Parma offre una buona documentazione di questa produzione (cat. 36-
             47), sebbene con una prevalenza di esemplari appartenenti alle emissioni romano-campane
             coniate, perlopiù di bronzo, rispetto ai nominali fusi, tra i quali, tuttavia, va menzionato l’asse
             inv. 4801 (cat. 43) appartenente alla produzione connotata dal simbolo della ghianda (RRC,
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             nn. 26/5-8), noto ad Haeberlin ed espressamente citato nel suo repertorio (fig. 5) .
                   Le ultime serie argentee romano-campane in ordine di tempo sono rappresentate dai
             cosiddetti quadrigati — didrammi caratterizzati da una testa gianiforme al dritto e dalla qua-
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             driga di Giove condotta dalla Vittoria, al rovescio  —, che costituiscono una produzione am-
             pia e complessa, verosimilmente distribuita tra la zecca di Roma e officine operanti in Italia
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             meridionale e in Sicilia . Le diverse emissioni, suddivise da Crawford sostanzialmente sulla
             base di varianti stilistiche nella realizzazione di alcuni particolari iconografici e di modifica-
             zione della legenda — dapprima incusa, poi in rilievo —, sono collocate nell’arco di tempo
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             che si estende tra il 225 e il 214/212 a.C. .
                   La produzione di quadrigati, che attesta la fase finale delle coniazioni argentee romano-
             campane, collocabile a ridosso dell’introduzione del sistema denariale, è documentata nella
             collezione di Parma soltanto da due esemplari, appartenenti alle emissioni catalogate in RRC,
             sub nn. 28 e 30 (cat. 48 e 50).






























             FiG. 4 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Dracma romano-campana (serie anonima, con simbolo
             falce), argento, zecca di Roma, 241-235 a.C. (Vetrine, cat. 35). © Mibact - CMP.



             LE MONETE DI ETà ROMANA REPUBBLICANA                                                A.L. Morelli
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