Page 329 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – VETRINE 327
FiG. 5 – Museo archeoloGico NazioNale di ParMa, MedaGliere. Asse (aes grave, serie anonima, con simbolo ghianda),
bronzo, zecca di Roma, 234-231 a.C. (Vetrine, cat. 43). © Mibact - CMP.
In concomitanza con le emissioni di quadrigati, si verifica l’introduzione delle serie di
aes grave contraddistinte dalla prua di nave, che fissa la tipologia di rovescio della moneta di
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bronzo romana repubblicana .
Come è noto, la prima serie fusa Giano/Prua e le riduzioni ponderali successive costi-
tuiscono ancora oggi una questione aperta dal punto di vista storico e cronologico. Di fatto,
stando alla sequenza proposta in RRC, qui seguita, l’esordio della serie Giano/Prua, databile
tra 225 e 217 a.C., sarebbe da ricondurre allo standard ponderale dell’asse definito sublibrale,
corrispondente a circa 270 grammi, a cui farebbe seguito una riduzione semilibrale, da collo-
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care intorno al 217 a.C. .
Dopo un periodo caratterizzato da forti oscillazioni ponderali — complessivamente ten-
denti ad un calo progressivo — che delineano una fase definita post-semilibrale, all’interno
della quale è forse possibile riconoscere due svalutazioni ravvicinate, cioè la trientale e la
quadrantale, il peso dell’asse raggiunge lo standard sestantale, cronologicamente associato
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all’introduzione del sistema denariale, intorno al 212-211 a.C. .
La collezione del Museo Nazionale di Parma conserva una documentazione completa
— dall’asse all’oncia — della prima serie fusa Giano/Prua (figg. 6 e 7), in molti casi con più
di un esemplare per ciascun nominale, a cui si affiancano un asse ed un triente, appartenenti
alla medesima fase, ma nella variante caratterizzata, al rovescio, dalla prua verso sinistra, assai
meno frequente rispetto quella rivolta a destra (cat. 51-68).
In concomitanza con la prima serie Giano/Prua viene emesso, secondo Crawford, l’asse
fuso connotato dai tipi Minerva/Toro, unica denominazione di questa serie, prodotta su uno
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standard ponderale di circa 279 grammi .
L’emissione presenta caratteristiche del tutto peculiari, a partire dalla stessa iconografia,
recante al dritto la testa pressoché frontale di Minerva, con elmo a triplice cresta, e al rovescio
l’immagine del toro rivolto verso destra, sormontato, a seconda delle varianti, dalla lettera L
nella grafia con angolo acuto, oppure dal segno di valore I, o, ancora, dal caduceo, a cui si
accompagna la legenda ROMA, elemento che costituisce un unicum per i nominali fusi. La
data di emissione viene collocata da Crawford tra 225 e 218 a.C., ma la zecca rimane incerta,
sebbene la sua produzione sia localizzata in via ipotetica nella Gallia Cisalpina, essenzialmen-
te sulla base dei ritrovamenti, tutti collocabili in quest’area, con la sola eccezione del territorio
romano .
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LE MONETE DI ETà ROMANA REPUBBLICANA A.L. Morelli

