Page 73 - Notiziario del Portale Numismatico dello Stato n. 11.1-2018
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Complesso Monumentale della Pilotta – CONTRIBUTI 71
a) b)
FiG. 2 a-b – Museo archeoloGico NazioNale, ParMa. archivio diseGNi e sTaMPe. a-b) Frontespizio dei Tomi I e II dell’opera
COSTA 1760-1762. © Mibact - CMP.
L’ultima parte del lavoro è costituita da un Indice Generale delle cose, e parole più ri-
marcabili indicate, o contenute in questo Libro.
Nel primo anno di scavo l’Autore riferisce che il numero delle monete trovate non ol-
trepassa le quarantacinque, tuttavia afferma, con toni accorati, che gli esemplari trovati “sono
medaglie, medaglie che domandano attenzione; medaglie le quali non lasciano di compro-
vare quel vero di cui feci chiara mostra nella mia generale Prefazione; medaglie che tutte
non sono delle più obvie e frequenti, e fra quelle alcune che giovano assaissimo per illustrare
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qualche tratto di storia tutt’ora indeciso” .
Anche se sono assai numerosi i Giornali di scavo e i documenti in Archivio relativi alle
campagne archeologiche e a Veleia in generale, per quanto riguarda il materiale numismatico
è riportata la descrizione di sole 379 monete su un totale di 3200 pezzi raccolti. In questo
caso troviamo quasi sempre l’indicazione dell’autorità emittente, del metallo impiegato nella
coniazione e del numero di esemplari raccolti giorno per giorno. Inoltre, si distinguono le
“monete con foglia d’argento” o “monete intonacate d’argento”, termini con i quali ci si rife-
risce probabilmente a monete suberate o ad antoniniani di bassa lega.
Se la percentuale di monete identificate è così modesta (tav. VII), ciò è certamente da
imputare al cattivo stato di conservazione degli esemplari. In Medagliere i nominali prove-
nienti da Veleia non costituiscono un nucleo a sé stante ma sono state inseriti assieme agli
altri simili per tipo ed autorità emittente. Franco Panvini Rosati, docente di Numismatica
all’Università di Bologna, che ha collaborato con il Museo Archeologico Nazionale di Parma
per il riordino del Medagliere alla fine degli anni ’60 del secolo scorso, ha operato confronti
tramite i repertori numismatici quali il BMC e il RIC .
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La leggibilità o meno dei pezzi non è cosa sulla quale Costa si sofferma, maggiormente
lo incuriosisce la scarsità degli esemplari. Ipotizza che il modesto numero sia dovuto alla
dispersione o alla fusione successiva, al fatto che l’area indagata sia di piccola estensione,
più precisamente quella corrispondente al Foro nel quale, al momento del crollo, forse non
c’erano che poche persone probabilmente sprovviste o quasi di circolante: “In siti di questa
GLI SCAVI DI VELEIA E LA fORMAzIONE DEL MEDAGLIERE M.C. Burani

